“Volteggia come una farfalla, pungi come una vespa” dicenda Muhammad Ali, uno dei bozer più grandi della storia e mai come ieri sera questa frasi si può adattare allo stile che ha adottato Kamala Harris in uno dei confronti che potrebbero cambiare la corsa alla Casa Bianca.
Il confronto precedente era stato tra Donald Trump – candidato repubblicano – Joe Biden – candidato democratico – e aveva visto l’attuale (ancora per poco) Presidente degli Stati Uniti soccombere contro un avversario agguerrito. Oggi, quasi come ci fosse stata una legge del contrappasso, è stato proprio quello che era un avversario agguerrito a mostrare argomentazioni inefficaci e fandonie contro una donna che, secondo i sondaggi, potrebbe davvero entrare nel salotto ovale a novembre 2024.
La divisa delle grandi occasioni per Donald Trump
Al dibattito con la vicepresidente Kamala Harris, Donald Trump si è presentato con la sua abituale tenuta delle grandi occasioni, ribadendo ancora una volta la sua immagine iconica e riconoscibile. L’ex presidente degli Stati Uniti ha indossato un elegante abito blu scuro, caratterizzato da linee regolari e le spalline leggermente imbottite per rendere la sua figura ancora più imponente.
L’abito blu, tonalità spesso associata a sobrietà e autorevolezza, è una scelta classica per Trump, che negli anni ha saputo costruire una figura mediatica riconoscibile anche attraverso il suo abbigliamento.
Immancabile anche la cravatta rossa acceso, ormai diventata simbolo del suo approccio assertivo e della sua forte presenza scenica. La cravatta rossa, brillante e vivace, ha invece una funzione simbolica più marcata: essa rappresenta non solo una scelta cromatica audace, ma anche un chiaro riferimento alla determinazione e all’energia con cui affronta ogni occasione pubblica, siano esse campagne elettorali, comizi o, come in questo caso, dibattiti politici di grande rilevanza.
L’immagine di Trump sul palco del dibattito si è così allineata alla consueta narrativa di forza e sicurezza che l’ex presidente continua a proiettare, facendo leva anche su dettagli apparentemente semplici, come il suo abbigliamento, per comunicare solidità e coerenza al proprio elettorato.
Kamala Harris, il power dressing da candidata alla Casa Bianca
Se Donald Trump ha un’immagine ormai consolidata, Kamala Harris invece è ancora alla ricerca e definizione del suo power dressing pubblico come candidata alla Casa Bianca.
Per il confronto con il proprio avversario ha indossato un elegante tailleur nero, abbinato a una camicia bianca di seta morbida, che creava un interessante contrasto tra la rigidità geometrica del completo e la delicatezza fluida del tessuto della camicia. Questa scelta stilistica, apparentemente semplice, racchiude in sé un messaggio complesso: autorevolezza, raffinatezza, ma anche un tocco di empatia e accessibilità.
Il cambio di stile di Kamala Harris rispetto ai tempi della campagna elettorale per la vicepresidenza è evidente. Allora, uno degli elementi iconici del suo abbigliamento erano le sneakers, un simbolo di dinamismo, informalità e vicinanza alla gente comune. Quelle scarpe comode l’hanno accompagnata in numerosi comizi e incontri pubblici, sottolineando il suo spirito energico e moderno, in sintonia con una campagna incentrata sul cambiamento.
Oggi, invece, la Harris si presenta in modo più formale, ma soprattutto accogliente e materno. Il tailleur nero conferisce autorità e gravitas, mentre la camicia in seta aggiunge un elemento di morbidezza, quasi a voler bilanciare il rigore del suo ruolo con un aspetto più umano e rassicurante. Questa transizione nel suo look è indicativa della nuova immagine che intende proiettare: una figura autorevole, ma al contempo empatica e, in un certo senso, materna. Il contrasto tra la linea geometrica del completo e la fluidità della seta riflette il suo desiderio di rappresentare non solo il potere istituzionale, ma anche un approccio comprensivo e inclusivo, rivolto a tutte le fasce della popolazione.
Le somiglianze con il look della Clinton
Guardando il confronto in televisione il pensiero va subito alla Clinton che è, ad oggi, il modello di power dressing per le donne americane che decidono di optare per un look più androgino (mentre chi predilige un look femmiline guarda a Michelle Obama).
Effettivamente Kamala Harris ha scelto un look che – inevitabilmente – richiama quello di Hillary Clinton, soprattutto in occasione dei dibattiti elettorali con lo stesso Trump. La vicepresidente ha indossato un tailleur nero e una camicetta bianca di seta morbida, molto simile nella scelta del tessuto e del taglio a quello che Clinton sfoggiò durante i suoi dibattiti presidenziali nel 2016. La scelta cromatica non è casuale: il nero e il bianco sono simboli di sobrietà, autorevolezza e neutralità, ma anche di un’eleganza senza tempo, che entrambe le leader democratiche hanno saputo fare proprie.
Un altro dettaglio di continuità tra le due figure è rappresentato dalle perle, indossate da Harris come orecchini, un accessorio immancabile nello stile di Clinton ed emblema di classe e raffinatezza, rappresentano un richiamo alla tradizione femminile nel mondo politico, dove questi dettagli apparentemente semplici possono comunicare messaggi di stabilità, esperienza e determinazione.
Indossando le perle, Kamala Harris non solo si inserisce in una tradizione di donne al potere – soprattutto europee che è iniziata con La Thatcher – ma sottolinea il suo essere Mamma con la M maiuscola. Del resto era stata proprio l’accusa di “poca maternità” – tra l’altro – a far perdere le elezioni alla Clinton e Kamala sta dimostrando di aver imparato fin troppo bene dagli errori della sua collega.
Le elezioni americane non sono solo una questione politica
Le elezioni americane, negli ultimi anni, hanno smesso di essere esclusivamente un tema di politica, trasformandosi in un fenomeno culturale che coinvolge diversi settori della società, dall’intrattenimento alla moda, fino ai social media. Questo cambiamento è dovuto in parte alla crescente importanza delle piattaforme digitali, che hanno trasformato le campagne elettorali in eventi mediatici a tutto tondo, dove celebrità, artisti e influencer svolgono un ruolo cruciale nel veicolare messaggi politici e mobilitare l’elettorato.
Personaggi del mondo della musica, del cinema e della moda hanno iniziato a utilizzare la loro influenza per sostenere candidati e cause politiche. Un esempio emblematico è quello di Taylor Swift, una delle artiste pop più influenti al mondo, che ha sorpreso molti con il suo endorsement politico nel 2020. Dopo anni di silenzio sul fronte politico, Swift ha deciso di esprimere pubblicamente il suo sostegno per il Partito Democratico, influenzando milioni di giovani elettori grazie alla sua enorme presenza sui social media. Il suo coinvolgimento attivo ha rappresentato un segno evidente di come la cultura pop possa influenzare la sfera politica.
Anche nel mondo della moda, figure influenti come Anna Wintour, direttrice di Vogue, hanno preso posizione politica. Wintour ha fatto parlare di lei per la sua lunga marcia a sostegno dei candidati democratici, utilizzando la sua piattaforma per organizzare eventi di raccolta fondi e sensibilizzare il pubblico su temi sociali e politici. La sua influenza nell’industria della moda le ha permesso di creare connessioni tra politica e cultura, coinvolgendo personaggi di spicco nel sostegno ai candidati progressisti.
L’avvento dei social media ha accelerato ulteriormente questo cambiamento, trasformando le campagne elettorali in eventi virali e multi-settoriali. Le elezioni non sono più solo un confronto tra programmi politici, ma un’espressione della cultura popolare, dove ogni settore della società contribuisce a plasmare l’immagine dei candidati e a influenzare il comportamento degli elettori.


