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Insicurezze sull’aspetto fisico: ecco come superarle

Così ardente, così piena di vita.. e tutto questo oggi le sfugge via…ah, questa è l’ineluttabile crudeltà della natura: ci offre un assaggio di giovinezza, di vitalità, e poi… ci fa assistere alla nostra decadenza.

– dal film “La morte ti fa bella” –

Le donne sono sempre più insoddisfatte del loro aspetto fisico e ossessionate dall’idea di perfezione. Secondo l’ultimo sondaggio dell’Eurispes (2018) il 47,9% delle italiane si è sottoposto a un intervento di chirurgia plastica per uniformarsi all’ideale di bellezza che va ora di moda.

La marca Dove, che negli ultimi anni si è fatta rappresentante della lotta alla cosiddetta “bellezza convenzionale”, ha realizzato una ricerca sul rapporto che le donne hanno con il proprio aspetto. Ne è emerso che solo il 4%, a livello mondiale, si considera bella e che il 72% avverte forte la pressione di un giudizio sul proprio fisico (per conoscere gli altri dati dello studio puoi andare sul sito di Dove).

Le donne, quindi, non credono di essere abbastanza belle. E sono loro stesse a giudicarsi così duramente. Perché? Dai un’occhiata a questo cortometraggio realizzato proprio da Dove:

https://www.youtube.com/watch?v=fV4LxtxGQ4Y

È un altro effetto collaterale dell’era Facebook-Instagram? Ni.

In realtà il culto del bello e la ricerca della perfezione fisica sono antichi come l’uomo e hanno una spiegazione naturale. Infatti, molto probabilmente, si deve alla Natura e al bisogno di garantire la conservazione della specie, l’istinto a ricercare un compagno “bello”, perché la bellezza è, in generale, anche un segnale di buona salute.

Be’, se lo dice la Natura forse sarà giusto. Ma oggi che non dobbiamo più preoccuparci dell’estinzione della razza umana, ha ancora senso preoccuparsi così tanto della bellezza? Verrebbe da rispondere di no. E allora perché abbiamo sempre più l’impressione che l’aspetto fisico sia determinante per avere successo e fama, per ottenere le migliori posizioni di lavoro e addirittura per essere amati?

Oggi voglio proporti una riflessione che parte dal concetto di bellezza (che cos’è? chi la stabilisce? è oggettiva o soggettiva?) e indaga nella psicologia di tutti noi, donne e uomini, spiegando perché ci sentiamo così insoddisfatti e insicuri quando c’è di mezzo il fisico. Voglio dimostrarti che questa situazione non devi fartela piacere per forza: non è necessario essere come Jennifer Lawrence per conquistare un buon posto di lavoro o avere successo nella vita. Ci sono dei “trucchi” che puoi sfruttare per avere la stessa fortuna. Allora, cominciamo?

Che cos’è la bellezza

Nell’antica Grecia la bellezza era una dote tenuta in grande considerazione, celebrata come una delle virtù più nobili. I greci erano degli esteti e ciò che più apprezzavano era la simmetria di certi volti, che definivano, proprio per il rispetto delle proporzioni, perfetti. All’epoca il concetto di bellezza si sovrapponeva a quello di Bene e di Verità: chi era bello era necessariamente anche una persona giusta e onesta. L’aspetto fisico, quindi, per i greci rappresentava l’interiorità di una persona.

In realtà, per spiegare la bellezza e capire da dove nasce come ideale dobbiamo andare molto più indietro nella storia, a quando l’uomo non era ancora un essere evoluto e, come gli animali, si faceva guidare solo dall’istinto. L’istinto non è altro che un codice di comportamento che la Natura imprime nel dna degli esseri viventi per aiutarli a sopravvivere: mangia quando hai fame, copriti quando hai freddo, scappa quando avverti un pericolo. Questi sono alcuni esempi di messaggi impressi nel nostro codice genetico che ci hanno aiutato ad arrivare fino ad oggi (e ti stupiresti di quanto ancora questi istinti guidino le nostre scelte!).

Ma che c’entra con la bellezza? C’entra perché è proprio la Natura che ci porta a desiderare di conquistare un compagno di bell’aspetto (e quindi a farci desiderare di essere belli per farci apprezzare da qualcuno) perché la bellezza sarebbe anche segnale di salute, indicando quindi la capacità di un individuo di assicurare la prosecuzione della specie. Incredibile, vero? Eppure è proprio così e a dimostrarlo ci sono diversi studi fatti su alcune specie di animali che scelgono i loro compagni basandosi proprio sul rispetto di certe simmetrie.

Chi stabilisce chi è bello e chi no?

A parte l’attrazione per la proporzione delle forme, ci sono molti altri elementi che ci fanno dire che una persona è bella o brutta. Ma come definiamo i “fattori della bellezza”? I canoni estetici sono molto meno stabili di quanto possa sembrare: una donna considerata bella negli anni ‘50, penso a Marilyn Monroe, probabilmente oggi non riscuoterebbe lo stesso successo. Anche Kate Moss, bellezza androgina che faceva impazzire uomini e donne negli anni ‘90, oggi è in un certo senso superata.

Il concetto di bellezza dipende dai canoni dettati dai media, ma attenzione a pensare che siano una invenzione tutta moderna: il primo trattato sull’anatomia della bellezza e dell’armonia è datato 450 a.C.(canone di Policleto)!

A questo punto viene spontanea una domanda: ma la bellezza è oggettiva o soggettiva?

Se la maggior parte degli attori, modelli, cantanti definiti “belli” ha effettivamente un viso simmetrico e un determinato fisico, significa che qualcosa di oggettivo nella percezione della bellezza c’è. Secondo alcuni studi, infatti, il cervello umano è attratto da visi proporzionati.

Non dimentichiamo però la pressione esercitata dai media: sono loro che ci impongono cosa dobbiamo considerare bello e cosa no. Soprattutto oggi la bellezza è legata a un’idea di ostentazione che fa del soggetto più esibizionista anche quello più invidiato e quindi da emulare. Un esempio? Il primissimo che mi viene in mente è la regina dei social Kim Kardashian, venerata come modello di bellezza pur non avendo un corpo né proporzionato né armonico. Il suo segreto? Una grande autostima e sicurezza in se stessa. E, ovviamente, essere ricca e famosa.

Quando nello specchio si riflettono insoddisfazione e insicurezza

Oggi siamo costantemente bombardati da immagini di donne e uomini eccezionalmente belli, di una bellezza irraggiungibile e per questo snervante. Grazie a Photoshop, ai filtri e a tutte le altre tecnologie moderne i canoni estetici si sono allontanati sempre di più dalla portata delle persone comuni. Questo causa una grave frustrazione che genera a sua volta insicurezza e, nei casi più estremi, una seria difficoltà ad affrontare il giudizio degli altri.

Ma il giudice più severo siamo noi stessi! Vari studi hanno mostrato che le donne sono le prime a non considerarsi belle e a giudicare piccole imperfezioni del proprio corpo come terribili difetti che le rendono insicure e infelici.

Ti propongo di dare un’occhiata a un altro spot della marca Dove, dal titolo “Sei più bella di quello che pensi”, che mostra perfettamente questa realtà:

Prime impressioni: la bellezza conta ma non è l’unica strada

Se mi chiedessero: “Secondo te avere un bell’aspetto è una condizione necessaria per avere successo?” non avrei alcun dubbio sulla risposta: NO.

La mia esperienza, non solo come consulente d’immagine ma anche come business coach, mi ha dimostrato che la bellezza fine a se stessa non è così importante per fare una buona prima impressione. L’errore che facciamo un po’ tutti, e che spesso ci porta ad essere insicuri, è quello di credere che un bel fisico basti per ingraziarsi qualsiasi interlocutore. In realtà ci sono tanti elementi che entrano in gioco quando conosciamo qualcuno per la prima volta e la bellezza condiziona solo in parte il giudizio di quella persona su di noi.

Un volto sorridente, un atteggiamento disponibile, un tono di voce gradevole, un aspetto coerente con l’ambiente in cui ci si trova e con la persona con cui si sta parlando sono tutti elementi fondamentali che concorrono a creare un’immagine positiva.

Se credi di non poter raggiungere traguardi importanti, nella tua vita personale come in quella professionale, solo perché sei di una bellezza “normale”, ti stai sbagliando. Per fare una buona prima impressione devi essere innanzitutto sicuro di te stesso e della tua bellezza, a prescindere da canoni estetici e mode. Il mio discorso potrà sembrarti utopico, del tutto fuori dalla realtà, ma io parlo con cognizione di causa: se ciò che più ci attrae della bellezza è l’equilibrio della simmetria, perché non sfruttare questa caratteristica spostandola su un altro elemento, come per esempio il look? Se mi conosci sai che parlo sempre dell’importanza dello stile giusto, non faccio mai riferimento all’aspetto fisico in quanto tale.

Uno stile in sintonia con la tua personalità e con la circostanza in cui ti trovi ti faranno sentire sicuro di te e soddisfatto e questo si vedrà anche all’esterno, proiettando un’aura di bellezza ancora più potente della semplice bellezza fisica.

Per concludere

Se non ti ho convinto che il segreto della bellezza è sentirsi sicuri di se stessi e vivere la vita con entusiasmo e positività, voglio dimostrarti che ci sono tante star del mondo del cinema e della moda che devono il loro successo a una bellezza imperfetta. Ne ho parlato nel post Gestire i difetti: come ribaltare la situazione a tuo favore, portandoti alcuni esempi reali: Laetitia Casta, Julia Roberts, Sarah Jessica Parker, Owen Wilson.

Non ti basta ancora? Allora torno al film con cui ho aperto questo post: La morte ti fa bella. Madeline ed Helen, le due protagoniste, sono disposte a tutto pur di rimanere giovani e belle per sempre. La bellezza eterna sempre un obiettivo giusto, desiderabile da chiunque. L’unico a metterlo in dubbio è Ernest, marito della prima e amante della seconda. Quando le due donne gli prospettano la possibilità di vivere una vita eterna, lui si rifiuta: secondo Ernest la vita ha le sue fasi, giovinezza e vecchiaia hanno la stessa dignità e ossessionarsi con l’idea di essere sempre belli e perfetti è una follia (oltre ad essere estremamente faticoso!).

Vorrei terminare questa riflessione sull’importanza della bellezza con un corto molto carino intitolato “Plastic”, realizzato da Sandy Widyanata. Al centro l’ossessione per l’aspetto fisico, dovuta agli stereotipi irraggiungibili diffusi dai media, e l’incapacità di apprezzare la nostra bellezza naturale. Anna, protagonista di questo mini-film, si sta preparando per il primo appuntamento con il ragazzo dei suoi sogni. Scopre casualmente di poter modellare il suo corpo come fosse plastilina e decide di eliminare tutti i difetti che ha sempre odiato. Ma ben presto si renderà conto che… non voglio rovinarti la sorpresa, scopri tu come va a finire! 😉

Mi piacerebbe sapere tu che cosa ne pensi: qual è la tua opinione su quest’argomento e come vivi il rapporto con i media e l’industria della bellezza?

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Mi presento

Sono Isabella Ratti, una Style Coach con il cuore italiano e l’anima nomade. A Milano scarico l’adrenalina nell’animazione delle sfilate, a Lugano coltivo l’equilibrio. Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza.

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