Nella società contemporanea si tende sempre più spesso ad acquistare ben più di quanto in realtà si avrebbe bisogno. Le ragioni di questo consumo, talvolta esagerato, possono essere molteplici e per questo motivo è nata la psicologia dei consumi che tenta di spiegare come agisce la psiche umana nel momento dell’acquisto e non solo. Vediamo di seguito cos’è la psicologia dei consumi e come si lega al personal branding.
Psicologia dei consumi: aveva ragione Adam Smith?
La psicologia dei consumi – nota anche come comportamento del consumatore-, nasce dalla consapevolezza dell’esistenza di un rapporto tra il processo di acquisto e la psiche del consumatore. Gli studi prodotti cercano di comprendere il funzionamento psicologico degli individui durante l’atto del consumo, fino a definire in che modo le attitudini psicologiche possono influenzare e condizionare la fase finale di acquisto e il rapporto che si instaura tra mercato e cliente. Questo ramo della psicologia si afferma nella società dei consumi, cioè a partire dagli anni Settanta.
Già prima degli anni Settanta, la teoria classica considerava l’intera produzione industriale finalizzata solamente al consumo. Tra i maggiori sostenitori di questa teoria c’è Adam Smith, filosofo ed economista scozzese, il quale distingue due correnti:
- il consumo produttivo è il risultato di un lavoro in grado di modificare il valore d’uso della merce o di fornire servizi, generando una ricchezza materiale e non che mantiene in vita la società;
- il consumo improduttivo fa riferimento al lavoro che non genera ricchezza e surplus per la società.
Quindi Smith esalta l’importanza degli scambi come unico modo per cercare di limitare la povertà e incrementare i profitti, sia del singolo sia dello stato. Secondo la sua teoria, infatti, chiudersi all’interno dei propri confini non rappresenterebbe una fonte di valore. Di conseguenza l’economista è stato molto lungimirante nell’interpretazione e nell’attribuzione di valore sia agli scambi sia al consumo.
I 4 principi della psicologia dei consumi
Alla base della psicologia dei consumi si individuano 5 motivazioni che inducono il cliente all’acquisto di prodotti o servizi. Prima di approfondire, è importante conoscere e definire il consumatore ideale a cui l’impresa deve indirizzare i suoi servizi. Di fatto, è necessario che quest’individuo incorpori quattro caratteristiche fondamentali: deve essere interessato al bene proposto, ne deve avere bisogno, deve sapere come usarlo e deve essere economicamente disponibile ad acquistarlo.
In linea generale, le motivazioni principali che inducono all’acquisto sono:
- La percezione del problema. Il processo di acquisto nasce dalla percezione di un problema: spesso si tratta di un vuoto da colmare attraverso un prodotto o servizio che non è ancora stato identificato sul mercato.
- Il bisogno. A questo punto ci si focalizza sul bisogno: questo elemento deriva da una sensazione di insoddisfazione del consumatore. Infatti, l’obiettivo dell’azienda dovrebbe essere quello di individuare il target di clientela ideale che inglobi un bisogno e proponga un bene o un servizio in grado di soddisfarlo.
- Riconoscimento dell’obiettivo. Spesso i consumatori acquistano non solo per l’oggetto in sé ma per il modo in cui permette di raggiungere un certo traguardo.
- Eliminazione della sofferenza. A fronte del desiderio di miglioramento, possiamo di affermare che l’individuo ricerchi il desiderio di alleviare ed eliminare una sofferenza fisica, emozionale o finanziaria.
Psicologia dei consumi e personal branding
Il personal branding corrisponde ad un insieme di strategie che vengono messe in atto al fine di promuovere se stessi, la propria immagine e le proprie competenze. Per creare una strategia di personal branding efficace servono competenze e conoscenza approfondita della psicologia dei consumi. Tra i professionisti in questo settore ci sono i consulenti d’immagine.
Stiamo vivendo nell’epoca del marketing 4.0 in cui il cliente viene percepito come un essere umano a tutti gli effetti a cui trasmettere i valori, la mission e la vision che caratterizzano un’azienda. Con questa relazione one-to-one, l’azienda fidelizza i clienti e li motiva a diventare portavoce del brand al fine di conquistare nuovi potenziali clienti. Per questo motivo la psicologia dei consumi diviene fondamentale per comprendere i propri target e definire una strategia di personal branding efficace sia nel mercato online che offline.
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