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Perchè bisogna accettare i propri limiti, trasformandoli in opportunità

Come recita un noto film “I limiti sono fatti per essere superati” ed è esattamente questo che è stato fatto da tutti coloro che hanno portato una rivoluzione – piccola o grande – nella propria vita, nella propria azienda e nel proprio settore.

Come consulente d’immagine, mi confronto ogni giorno con le insicurezze che attanagliano ciascuna di noi e, per questo, ho ben presto imparato una cosa: non importa quanto tu sia in pari con gli esami, affermata professionalmente o realizzata sul piano personale…ci sarà sempre qualche piccolo difetto che non ti farà dormire la notte.

Possono essere piccole imperfezioni estetiche – il naso uguale a tua mamma che non si adatta ai tuoi lineamenti o il seno troppo piccolo rispetto a quello delle tue coetanee – oppure caratteriali: in entrambi i casi sono spesso invisibili a chi ti vede dall’esterno e, spesso, quando vengono notati non sono percepiti come difetti.

Accettare i propri difetti è la chiave del successo

La parola stesso “difetto” dovrebbe essere cancellata dal vocabolario quando si parla di imperfezioni esteriori. Per questo, nella mia attività di consulente d’immagine, comincio sempre dall’analisi di quelli che possono essere considerati da te come svantaggi.

Dopo poco, ti accorgerai insieme a me che tutti gli elementi che trovavi poco armonici nel tuo viso, nei tuoi lineamenti sono in realtà in perfetta sintonia tra loro e possono essere adeguatamente valorizzati da preziose indicazioni fornite da un professionista.

Riuscire a trasformare uno svantaggio in un elemento di forza, un aspetto della tua bellezza che non riesci ad accettare in caratteristica positiva non avviene in maniera rapida, ma è richiesto un percorso di crescita – anche personale – nel quale si apprende progressivamente ad accettarsi.

Innanzitutto, occorre non inseguire la perfezione a tutti i costi. Concentrarsi troppo su dettagli che, pur nella loro imperfezione, ci rendono ciò che siamo, può derivare addirittura dall’infanzia, da commenti di compagni di scuola o amici rimasti impressi nella memoria: in questo modo alcuni aspetti caratterizzanti di noi stesse si trasformano in elementi carichi di significato negativo. Al contrario sono caratteristiche che, se accettate e valorizzate nel giusto modo, possono renderti più sicura di te stessa.

Un punto di forza è un difetto che ce l’ha fatta

Nel corso della mia esperienza come consulente d’immagine, ho visto spesso uno specifico difetto fisico trasformarsi in un catalizzatore di insicurezze, attivando un pericoloso circolo vizioso per il quale non ci piacciamo, ci sentiamo insicure e continuiamo a piacerci sempre meno. Come spezzare questo circolo e cominciare ad accettarsi?

Iniziamo con cambiare la terminologia: non parliamo più di difetti, ma di caratteristiche individuali. Ciò significa che non si tratta più di elementi imperfetti e disturbanti, ma di qualità uniche che possono trasformarsi in elementi interessanti e valorizzanti.

Spesso le cosiddette imperfezioni non sono sempre tali, ma possono essere amplificate dal nostro cervello che ci porta a vedere il nostro corpo in maniera distorta.

Accettare i propri difetti significa ottenere un vero e proprio successo personale che fortifica la nostra identità: superare la fissazione per un’imperfezione nutre la nostra resilienza cioè la possibilità di trasformare ciò che è negativo in risorse positive.

In un mondo come quello del cinema e della moda in cui si è perennemente sotto i riflettori, molte attrici e modelle sono riuscite a rendere alcune loro imperfezioni un tratto distintivo e un punto di forza, capace di rendere inconfondibile il proprio volto. Pensate alla tanto critica bocca “troppo larga” di Julia Roberts: non è forse oggi uno dei sorrisi più iconici di Hollywood? Non solo: tra le modelle più seguite del momento c’è Chantelle Winnie. Ha creato scalpore perché affetta da vitiligine e, dopo aver subito atti di bullismo da parte dei compagni di scuola, ha avuto la sua rivincita diventando una modella di fama mondiale, richiesta dalle più note case di moda proprio per la sua unicità.

Uno degli aspetti che più amo della mia professione è vedere come un cambiamento esteriore sia il segno di un mutamento interiore molto più profondo. Essere una Style Coach significa insegnare alle persone ad amare il proprio corpo con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, mostrando loro come far emergere la propria identità attraverso l’abbigliamento.

Come faccio a essere sicura di poterti aiutare? Insegno ciò che ho fatto e faccio per me. Anche io ho trasformato un mio limite in un punto di forza. Forse non ti sei mai chiesta come è nato il mio logo: gli occhiali sono per me diventati un dettaglio fashion che cattura il mio stile e la mia originalità, capace di rendere un difetto – la miopia – un elemento fondamentale del mio personal branding.

Mi presento

Sono Isabella Ratti, una Style Coach con il cuore italiano e l’anima nomade. A Milano scarico l’adrenalina nell’animazione delle sfilate, a Lugano coltivo l’equilibrio. Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza.

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