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Come è nato il personal branding

Il personal branding è un aspetto della promozione della propria attività del quale, difficilmente, si può fare a meno. Mettere in risalto le proprie caratteristiche professionali sapendo valorizzare i propri punti di forza è diventata un’attività sempre più strategica non solo per i liberi professionisti, ma anche per chi occupa posizioni apicali in azienda.

Vediamo quali sono le origini del personal branding e cosa significa oggi creare una strategia di personal branding.

Origine del personal branding

Sebbene esista la credenza – profondamente errata – che il personal branding sia una disciplina moderna, è opportuno chiarire da subito che questo argomento ha subito solo tardivamente la sua canonizzazione.

Il termine “personal branding” compare per la prima volta nel 1997, in un articolo di Tom Peters in cui si descrive precisamente questo concetto per come lo conosciamo oggi. Tuttavia, questa arte esiste da millenni, sebbene non avesse ricevuto prima della fine degli anni ‘90 una vera e propria canonizzazione. A titolo esemplificativo, basti pensare a quanto gli antichi romani coltivassero questa arte: i tribuni e i pretori venivano infatti eletti non solo per le proprie gesta in campo militare, ma anche per la notorietà di cui godevano presso il popolo. Questa tendenza si è acuita durante il periodo imperiale, in cui è creato un vero e proprio culto dell’imperatore romano.

Cosa significa fare oggi personal branding

Occuparsi di personal branding oggi significa realizzare una strategia finalizzata all’individuazione e alla definizione dei punti di forza del brand. L’obiettivo finale è comunicare i propri valori e la propria identità ai clienti, in modo tale da guadagnare un vantaggio competitivo e da riuscire a differenziarsi dai competitors.

É facile, quindi, comprendere come una buona marketing strategy debba fondarsi su un’attività di branding strutturata e coerente. Infatti, nel momento in cui l’impresa riesce a costruire una brand identity riconoscibile, riesce a migliorare la propria brand awareness, cioè la consapevolezza e la riconoscibilità del marchio aziendale. Analogamente, anche quando i liberi professionisti devono puntare su se stessi per poter promuovere la propria attività, il personal branding si dimostra un’attività fondamentale.

Personal branding online e offline

Uno degli errori più grossolani da commettere è quello di confondere il personal branding offline con quello online. Vediamo le caratteristiche di entrambe le situazioni.

Personal branding offline

Nella realtà di tutti i giorni, fuori da qualsiasi canale social e web, il primo fattore che, inevitabilmente, colpisce l’interlocutore è senza dubbio l’aspetto fisico, che può facilmente trasformarsi in un’arma a doppio taglio. D’altra parte, creare una strategia di personal branding offline è fondamentale per poi poter pensare al rafforzamento dell’identità sul web: la promozione del proprio lavoro, della propria arte o attività preferita inizia delle relazioni vis à vis che si instaurano.

Ogni persona che si incontra e con cui si ha un confronto, rappresenta una potenziale fonte di ispirazione e di valore, ma anche di idee e progetti: per questo sono così importanti i rapporti personali e come noi ci poniamo in specifiche situazioni.

Oggi, per avere successo ed emergere tra le tantissime persone che provano a mettersi in gioco, è fondamentale saper promuovere le proprie unicità attraverso l’immagine che noi costruiamo, online e anche offline.

Personal branding online

Gli anni passano e i tempi cambiano: è importante che gli imprenditori sappiano stare al passo con l’innovazione ed avere la capacità di passare da una promozione della propria identità offline, a una strategia online. È opportuno sottolineare che fare personal branding online significhi, prima di tutto, agire sul web e in particolare sui social network affinché si possa ampliare a fidelizzare una rete crescente di clienti.

Ogni singolo profilo, sito web o blog che si gestisce, deve perseguire delle strategie differenti per poter incontrare l’interesse della clientela di riferimento, cioè del pubblico che presidia quel particolare canale comunicativo. Alla luce di questo primo assaggio della differenza tra personal branding online e offline, è opportuno sottolineare quanto sia rilevante trovare il giusto equilibrio – con il supporto di un professionista – tra la strategia offline e quella online.

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