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Power dressing 3 casi studio

Power dressing: 3 casi studio

La moda è da sempre un potentissimo strumento di comunicazione. Tramite la scelta dei capi di vestiario è possibile esprimere parte della propria personalità e caratteristiche. La selezione dell’abbigliamento e l’aggiunta di accessori può aiutare qualsiasi donna a costruire un’immagine unica, inconfondibile e soprattutto riconoscibile.

Il concetto di power dressing ha origini antiche e si è evoluto nel tempo. In passato l’abito come forma di potere ha aiutato le donne ad emergere in una società del lavoro tipicamente maschilista. Scopriamo il percorso che ha portato a eliminare l’idea che, per mostrare autorevolezza, è necessario assomigliare a un uomo e come il power dressing è sfruttato, oggi, anche fuori dal settore della politica.

Power dressing: le origini

Gli anni ‘70 e ‘80 sono testimoni di importantissimi cambiamenti che hanno segnato la storia. Finalmente, dopo infinite ere nelle quali l’ingiustizia e la disuguaglianza hanno fatto da padrone, inizia un lungo percorso che porterà le donne ad ottenere la parità di genere. È qui che nasce il power dressing, l’idea che l’abbigliamento può costituire uno strumento di potere, atto a comunicare autorevolezza. La scelta dei capi di abbigliamento, dunque, acquisisce un’importanza tale da diventare un mezzo in grado di aiutare il genere femminile a emergere in una società del lavoro tipicamente maschilista.

Parlando di power dressing risulta, quindi, impossibile non citare la donna simbolo dell’emancipazione femminile: Margaret Thatcher. Primo ministro del Regno Unito dal 1979 al 1990, la Iron Lady è stata la prima donna a ricoprire una posizione di tale valore per un periodo così esteso. Il suo stile inconfondibile, conosciuto in tutto il mondo ancora oggi, ha costituito un elemento di riconoscimento che ha contribuito a regalarle autorevolezza e professionalità.

La scelta di portare completi monocromatici – gonna e giacca – rigorosamente con spalline imbottite, risiede nella volontà di indossare, in segno di protesta, un elemento tipicamente maschile. Il messaggio alla base, di cui la giacca è portatrice, è il desiderio di comunicare autorità, prestigio e potere, guadagnato grazie alle sue capacità, nonostante le difficoltà comportate dall’essere donna. Completano il look simbolo della lady di ferro le camicette con il fiocco e il filo di perle, incarnazione di eleganza e femminilità.

Il power dressing oggi

Ancora oggi, dopo tanti anni, il vestiario costituisce uno strumento di comunicazione potentissimo, soprattutto in ambito lavorativo. La differenza sostanziale, fortunatamente, risiede nel fatto che nella società attuale non è necessario indossare capi tipicamente maschili per acquisire potere. Il concetto di “abito del potere” si declina, invece, nella selezione di capi di abbigliamento atti a costruire uno stile riconoscibile e un’immagine unica in linea con le proprie caratteristiche.

Caso studio attuale per eccellenza è Angela Merkel, Primo Ministro tedesco. Denominata la cancelliera di ferro, è stata in grado di costruire uno stile elegante ma perfettamente in linea con la sua personalità, rigorosa, sobria e coerente. La scelta di indossare rigide giacche e pantaloni dritti e non aderenti rimarcano perfettamente alcuni elementi del suo carattere impenetrabile. Analizzando il suo caso studio risulta evidente come, a prescindere dalla scelta dei capi, il potere del vestiario risiede nella possibilità di comunicare parte del proprio carattere tramite un elemento materiale e oggettivo.

Il power dressing, però, non è un elemento che riguarda solo l’ambito della politica. Sono tantissime le donne, e oggi anche gli uomini, che sfruttano il potere della moda per comunicare un concetto più ampio. Come ultimo caso studio citiamo una donna che ha saputo utilizzare il suo stile estroso per ottenere l’attenzione dei media. Lady Gaga, famosa cantante, è stata in grado di abbinare il suo nome a un’immagine a dir poco inconfondibile.

La giovane artista, infatti, è riuscita a trovare una perfetta combinazione tra musica e fashion e oggi è conosciuta in tutto il mondo non solo per le sue canzoni ma anche per i suoi look appariscenti e stravaganti. Uno stile fuori dall’ordinario, curioso eccentrico ma sempre studiato fino ai minimi dettagli. Nel 2017, durante i Rammy Awards del 2017, ha optato per un completo totalmente in pelle, che lasciava scoperto gran parte del seno.

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Sono Isabella Ratti, consulente d’immagine e style coach. Aiuto i miei clienti a costruire uno stile inconfondibile, nel quale possano sentirsi a proprio agio. Il mio obiettivo è quello di comprendere a pieno le motivazioni che li spingono a richiedere il mio sostegno, analizzare il contesto nel quale desiderano emergere e individuare gli elementi in grado di valorizzarli e metterli in luce. La comunicazione e il dialogo costituiscono due dei punti cardine del mio intervento e la mia esperienza sul campo garantisce la buona riuscita di tutti i percorsi che decido di intraprendere.

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