Tra lacrime e addii, l’ultima stagione dal La Casa di Carta si è conclusa da poco su Netflix. Serie tv spagnola dal successo planetario, ha sin dall’inizio tenuto con il fiato sospeso tutti i suoi fan, dettando legge fuori e dentro il mondo del cinema. Vediamo, quindi, come La casa de Papel ha influenzato il mondo della moda ed insieme anche il power dressing e il personal branding dei vari personaggi.
La trama della serie
La Casa di Carta è la serie tv spagnola che, dopo il debutto nel 2017, è riuscita ad ottenere altre quattro emozionanti stagioni, tutte ricche di suspance, colpi di scena e intrighi. La trama è tra le più semplici e forse anche scontate di sempre: una rapina! Tutte le stagioni si articolano intorno all’ambizioso piano di Sergio Marquina, alias Il Professore, che mira per l’appunto a rapinare prima la Zecca di Stato spagnola poi il Banco di Spagna.
Tutto avviene grazie all’appoggio incondizionato di un gruppo di rapinatori, a ognuno dei quali viene affidato il nome di una città, una maschera di Salvador Dalì e una sgargiante tuta rossa.
Nel giro di poco tempo tutto il mondo conosce Berlino, Tokyo, Rio, Nairobi, Lisbona, Denver, Stoccolma, Mosca, Helsinki, Oslo, Bogotà, Palermo, Marsiglia e Manila. Dietro ogni nome, ovviamente, si nascondono personaggi enigmatici e profondi. Questi, nel corso delle cinque stagioni e delle due rapine, guadagnano il sostegno del popolo spagnolo, diventando così delle vere e proprie icone.
Tra girl power e power dressing
La quinta e ultima stagione delle serie conferma che sono le donne a condurre il gioco: l’ispettrice Sierra – una sorta di Professore al femminile – ma anche Tokyo, Lisbona, Nairobi e infine Stoccolma. Anche quando in preda a paura, rabbia e panico tutte si dimostrano audaci, lungimiranti e sveglie, prendono in mano situazioni che sembrano ormai perse, risollevando il destino di tutta la banda.
Senza dubbio, in questa serie da record girl power e power dressing si incontrano. Non è infatti una novità che tra abbigliamento e potere esiste, da sempre, un rapporto particolarmente stretto. Nella Casa di Carta, infatti, il potere ha un suo look ben definito: tuta rossa e maschera di Salvador Dalì, senza distinzioni tra uomo e donna. L’abito diventa iconico, una forma di ideologia, di lotta, una chiara espressione di tutti quei valori in cui la banda, proveniente da ambienti umili della società, crede.
I protagonisti sono in grado di raccontare e di raccontarsi, con un’attenta e strategica comunicazione e immagine di se stessi. L’aspetto esteriore è d’impatto: si crea uno storytelling coerente e unico, con un ritorno in termini di reputazione e riconoscibilità. Tutto questo funziona perfettamente in un piano che va oltre la mente di semplici ladri!
Maestri del personal branding
Oltre alla storia intrigante, la serie è stata capace di sviluppare strategie comunicative vincenti, avvolte da misteri e indizi che stimolano la curiosità del pubblico e lo invitano ad “entrare nella banda”. Riprendendo il filo del power dressing, la scelta di un abito per veicolare potere e sicurezza si affianca da sempre al personal branding, ovvero alla promozione e al racconto di se stessi per emergere e distinguersi.
“Professore” anche del personal branding è, quindi, Sergio Marquina. Nelle vesti di un criminale-filantropo, la mente della rapina porta a termine il suo piano curando minuziosamente ogni singolo passo e aspetto. Meticoloso calcolatore, il Professore non dimentica mai di curare il proprio aspetto, così come le sue relazioni con la sua banda e le varie mosse da utilizzare contro la polizia. L’abito, in tal caso, fa il monaco. Questi appare come una persona docile, affidabile e quasi ingenua. Un personal branding coerente in tutte le sue parti, capace di combinare estetica e linguaggio.
L’influenza sul mondo della moda
Le simboliche tute rosse, gli occhiali del Professore e i suoi look hanno influenzato anche la moda. Già nel corso delle passate stagioni, molti brand hanno lanciato delle collezioni in edizione limitata ispirate ai colori e stile dei personaggi della serie. Tra questi ricordiamo Diesel, Persol e i più low-cost Tezenis e Pull&Bear, tutti con una palette cromatica vicina all’iconico rosso delle tute dei personaggi.
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