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La tua Immagine on e offline: i miei casi studio preferiti

Il 2021 sta per finire e in questo periodo dell’anno mi sento sempre più propensa a tracciare un bilancio di questo anno: sono stati 365 giorni faticosi, ma pieni di soddisfazioni, uno tra tutti il mio secondo libro “La tua immagine on e offline – La bellezza come strumento di comunicazione nell’era della rivoluzione digitale”, edito da Flaccovio Editore.

Nel mio libro parlo di personal branding e di power dressing, due elementi essenziali e sempre più importanti nell’epoca post covid. La cultura delle immagini, quando viene utilizzata in maniera consapevole e strategica, può portare dei vantaggi non indifferenti al tuo business. Ecco quindi che è importante guardare agli esempi dei grandi che hanno fatto della promozione della propria figura, anche e soprattutto tramite l’abbigliamento, uno strumento di business.

I casi studio contenuti nel libro

Nel mio libro dedico tutto il sesto capitolo al power dressing e alla sua relazione con le strategie di personal branding. Per rendere ancora più efficace e concreta la trattazione riporto numerosi esempi, ma qui ti ricordo solo alcuni dei miei preferiti

Frida Kahlo 

Frida Kahlo è l’esempio per eccellenza di come la moda riponga le sue fondamenta nell’arte: è stata una delle prime artiste ad essere considerate delle icone di stile. Il suo essere femminista, rivoluzionaria e indipendente sotto praticamente qualsiasi aspetto della vita l’ha, infatti, resa un esempio per moltissime donne.

Le sue scelte di vestiario, considerate stravaganti per gli inizi del XX secolo, comprendono completi da uomo, vestiti ampi e gioielli molto vistosi. Il tutto accompagnato da un’estetica anticonformista, caratterizzata dalle sopracciglia lasciate crescere in modo incolto. Oggi il suo modello viene ripreso (e giustamente interpretato) da tantissime donne – di potere e non solo – in tutto il mondo.

Elsa Schiaparelli

La sua è senza ombra di dubbio una vita fuori dagli schemi, caratterizzata da scelte stilistiche audaci e persino estrose, specie grazie alla sua collaborazione e amicizia con Salvador Dalì. I suoi bozzetti, in effetti, sono fortemente influenzati dai quadri surrealisti: i suoi abiti sono di ispirazione africana e cubista e sono realizzati con ogni tipo di materiale, compresi i ritagli di giornale.

Negli anni ‘30 la sua maison si trasferisce a Parigi, permettendole di diventare l’antagonista principale di Coco Chanel, al cui elegante rigore contrappone trame sempre più fantasiose.

La sua è, a tutti gli effetti, una rivoluzione del pensiero, prima ancora che dello stile. Basti pensare a quando disegna la prima versione delle moderne culottes, portando scandalo nel mondo del tennis nel momento in cui vengono indossate dalla sportiva Lilí Álvarez nel 1931.

A lei si deve anche l’invenzione della gonna pantalone e la diffusione crescente di quello che oggi è conosciuto come rosa shocking. Si tratta della dimostrazione vivente che per trasmettere indipendenza a volte può essere una buona idea trasgredire le norme sociali.

Due extra inediti

Oltre a questi due esempi, che continuano ad essere tra i più emblematici secondo me del loro periodo, ne voglio aggiungere altri tre inediti. Adoro il mio lavoro e la sua dinamicità proprio perché mi permette di aggiornarmi e studiare sempre nuovi casi.

Elon Musk

Considerato tra gli uomini più ricchi del momento, noto anche come il “papà di Tesla”, Elon ha uno stile che del tutto particolare, riconoscibile e che in parte sta facendo scuola.

Elon, nelle occasioni pubbliche nelle quali deve giustamente esercitare la propria leadership e costruire il personaggio che oggi è diventato, indossa sempre una maglia o un maglione girocollo nero e una giacca tono su tono.

Uno stile essenziale, semplice che però esprime il proprio desiderio di essere un imprenditore moderno: l’assenza della camicia denota il suo distacco da modelli più istituzionali e che provengono dal mondo della finanza (ricordiamo l’importanza di indossare ancora oggi la camicia e la cravatta nel mondo dei banker). Elon invece predilige la tshirt girocollo, a sottolineare la spontanietà con cui si pone in tutte le situazioni.

Al tempo stesso Elon ha deciso di non indossare la cravatta, come sinonimo della propria presa di posizione rispetto ad uno specifico modello di power dressing. Sebbene questa scelta sia condivisa con la maggior parte degli imprenditori di successo del momento – da Mark Zuckerberg a Jeff Bezos – non vuole allo stesso tempo risultare troppo informale: ecco quindi che non può mai mancare la sua giacca scura, elegante.

Solo per citare una delle situazioni in cui il suo stile è stato emblematico: al Saturday Night Live – occasione nella quale ha dichiarato di essere affetto da Sindrome di Asperger – il patron di Tesla ha scelto un abito disegnato da Matthew M Williams per Givenchy. In lana nero a due pezzi con giacca sartoriale indossata sopra altrettanto pantaloni neri, la particolarità dell’abito è la chiusura a lucchetto della giacca.

Marta Cartabia, la forse prima presidentessa della Repubblica italiana

Tornando nel nostro Paese, vorrei portare le luci dei riflettori su Marta Cartabia, attuale ministra della Giustizia del Governo Draghi. La sua brillante carriera l’ha portata ad avere già un primato, ossia essere la prima donna presidente della Consulta. Nata a San Giorgio su Legnano (Milano), sposata con tre figli, interpreta lo stile milanese, understated ma mai scontato.

Marta, in maniera coerente con lo stile che tutta la squadra del governo Draghi, ha dimostrato più volte di conoscere i segreti della moda e di utilizzarli a proprio favore. La donna infatti abbina gioielli e stole in maniera molto sapiente, alternando ai classici tubini con blazer i jeans a palazzo: mai fuori luogo e sempre adeguata alle situazione. Nelle situazioni più formali, abbina sempre tailleur nero, blusa e collana (spesso di perle, ma non sempre).

Marta Cartabia indossa la camicia solo nelle situazioni più formali, trucco poco marcato ma sempre presente. Il suo modello è quello di una donna che vuole essere ordinata senza dare nell’occhio….e che potrebbe avere le carte in regole per diventare Presidente della Repubblica. Del resto è già stata identificata più volte come la “donna che sfonda i soffitti di cristallo”.

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