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Perché Coco Chanel è il mio mentor

Isabella ratti consulente d'immagine

Coco Chanel, forse la stilista più famosa al mondo, è stata capace di rivoluzionare l’idea stessa di donna e il concetto di eleganza femminile grazie ai suoi abiti dal taglio unico e inconfondibile, oggi sinonimo di alta moda in tutto il mondo.

“La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada: ha a che fare con le idee, con il nostro modo di vivere, con casa sta accadendo”

Queste sono le parole di Coco Chanel che ho scelto come apertura del mio nuovo libro Fashion Marketing tra shopping online e dinamiche della moda 4.0. Coco Chanel è infatti per me fonte di insegnamento e modello di riferimento per la mia carriera in quanto icona indiscussa di stile e donna indipendente simbolo di emancipazione femminile.

Chi è Coco Chanel

Gabrielle Bonheur Chanel, conosciuta in tutto il mondo come Coco Chanel, nacque nel 1883 in un piccolo paesino nella regione francese della Loira. Proveniente da una famiglia di umili origini, a seguito dell’improvvisa morte della madre, fu mandata dal padre, impossibilitato ad occuparsi della bambina e dei suoi fratelli, in orfanotrofio.

Compiuti diciotto anni, Coco inizia a lavorare come commessa presso il negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre dove mise a punto le nozioni di cucito apprese dalle suore in orfanotrofio. La svolta arriva nel 1904 con l’incontro con Étienne de Balsan, primo amante della stilista, che la convinse a trasferirsi presso la sua residenza: qui Coco incontra Boy Capel, industriale di Newcastle e suo amante per tutta la vita, che per primo incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel, anticipandole i soldi per aprire la sua prima boutique in Rue Cambon 21 a Parigi.

Nel 1913 Capel finanziò l’apertura di un secondo negozio nella località di Deauville dove le ricche famiglie francesi trascorrevano il periodo estivo: qui Chanel, ispirandosi ai marinai al lavoro, reinterpreta il loro abbigliamento, realizzando dei maglioni con lo stesso scollo. Fin dagli inizi lo stile Chanel si rifece alla vita comune delle persone con l’obiettivo di ridare alla moda quella praticità ed eleganza che gli abiti della Belle Époque avevano sostituito con scomodi bustini e corsetti.

Nell’agosto 1914 la Germania dichiara guerra alla Francia, ma questo non ferma Coco: la maggior parte delle mogli parigine dei soldati fecero ritorno come volontarie a Deauville, divenuta campo base per l’assistenza dei feriti. Il negozio di Chanel era l’unico rimasto aperto e soprattutto l’unico capace di offrire abiti pratici e adatti alle esigenze del momento. Come Coco dichiarò tempo dopo:

«Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; si presentò un’opportunità, la presi. Avevo l’età di quel secolo nuovo che si rivolse dunque a me per l’espressione del suo guardaroba. Occorreva semplicità, comodità, nitidezza: gli offrii tutto questo, a sua insaputa.»

Coco Chanel e l’emancipazione femminile

Dopo aver aperto un terzo punto vendita a Biarritz, lontano dalle linee del fronte e al confine con la Spagna neutrale, iniziano gli anni dei più grandi successi. Coco entra nel circolo degli artisti e intellettuali di Parigi – Pablo Picasso, Jean Cocteau, Igor Stravinsky – e, soprattutto, conosce il duca di Westminster, Hugh Richard Arthur Grosvenor, che le fece conoscere l’ormai iconico tweed scozzese.

Lo stile Chanel introdusse un nuovo modo di vestire le cui parole chiave sono comodità ed eleganza, simboleggiato dal debutto nel 1926 della petit robe noir ovvero il tubino nero, capo rivoluzionario e dal successo mondiale. Attraverso la moda Coco volle rappresentare un nuovo modello femminile che si stava affermando nel ‘900: una donna dinamica, nuova, non più schiava dell’abbigliamento costrittivo e limitante della Belle Époque:

Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche

Così Chanel creò una linea di abbigliamento fondata sull’idea che la vera eleganza non prescinde da una piena possibilità e libertà di movimento, dando vita ad abiti dalle linee uniche ed essenziali, perfetti per affrontare la vita di tutti i giorni.

Chanel, nell’arco di vent’anni, promosse l’utilizzo di un materiale inedito – il jersey -, dello stile alla marinara e dell’utilizzo dei pantaloni femminili: nonostante la stilista non si sia mai descritta come femminista, la sua fu una vera e propria rivoluzione nella moda femminile con la creazione di una nuova immagine di donna del XX secolo che afferma la propria femminilità attraverso la rivisitazione di abiti maschili. La borsetta 2.55 simbolo dello stile Chanel, ad esempio, si ispira al guardaroba maschile: per dare volume alla pochette, la stilista prese esempio dalle giacche indossate dagli stallieri negli ippodromi, creando una modello matelassé – ovvero trapuntato – con l’aggiunta di una tracolla di metallo intrecciata al cuoio.

Coco Chanel ha lasciato in eredità al mondo alcune idee uniche che hanno fatto la storia della moda:

  • Tailleur in tweed. Nato nel 1919, l’abito è composto da giacca maschile con gonna o pantaloni dritti di colore blu scuro, grigio o beige. Negli anni ‘50 fu introdotto il rivoluzionario tailleur in tweed con giacca stile cardigan con l’iconica catenella, bottoni dorati e gonna dritta e più corta rispetto al tailleur tradizionale;
  • Praticità. Chanel pose definitivamente fine all’epoca degli scomodi abiti ottocenteschi, eliminando corpetti, stecche, impalcature per cappelli, regalando alla donna del XX secolo uno stile elegante, comodo e dal taglio inconfondibile;
  • Bianco e nero. Coco sosteneva che “il nero contiene tutto. Anche il bianco. Sono d’una bellezza assoluta.” È l’accordo perfetto”. La stilista, infatti, ha compiuto una rivoluzione anche sul piano cromatico: premesso che all’epoca il nero era associato esclusivamente al lutto, la stilista lo trasformò nel colore da indossare in ogni occasione, sinonimo di sensualità ed eleganza in perfetta armonia con il bianco.

Perché Coco Chanel è il mio mentor

È evidente come la storia di Coco Chanel abbia una carica rivoluzionaria incredibile: in contrasto con la mentalità dell’epoca, Coco non si fece frenare dalle regole imposte dalla società, valorizzando e dando corpo ad un reale modello di donna.

Chanel è per me costante punto di riferimento nella mia attività di consulente di immagine perché è stata capace di valorizzare la donna, rendendola emancipata e all’avanguardia. Superò gli abiti rigidi e, implicitamente, i ruoli sociali in cui era costretta la donna, dando vita ad un altro modello femminile fatto di libertà, novità e indipendenza.

Mi presento

Sono Isabella Ratti, una Style Coach con il cuore italiano e l’anima nomade. A Milano scarico l’adrenalina nell’animazione delle sfilate, a Lugano coltivo l’equilibrio. Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza.

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