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Ti presento il mio nuovo libro

Il 2021 è stato un anno di grandi riflessioni e cambiamenti per il mondo della moda in generale e per tutti i professionisti che lavorano nel mondo dell’immagine. Saper cogliere i cambiamenti suggeriti dal “new normal” e dalle nuove aspettative delle persone nei confronti di brand e professionisti è diventato quanto mai rilevante per poter costruire una strategia di personal branding efficace.

Da questa riflessione è nato il mio secondo libro “La tua immagine on e offline. La bellezza come strumento di comunicazione nell’era della rivoluzione digitale” edito da Dario Flaccovio Editore. Questo secondo volume arriva dopo “Fashion Marketing: Viaggio alla scoperta dei nuovi modi di fare shopping e dei meccanismi della moda 4.0 Isabella Ratti” che ho pubblicato, con la medesima casa editrice prima del Covid.

Di cosa parlo nel mio nuovo libro

“La tua immagine on e offline. La bellezza come strumento di comunicazione nell’era della rivoluzione digitale” vuole essere un libro che racconta come il concetto di bello sia cambiato e si sia evoluto nella storia, fino ad arrivare oggi ad essere un elemento saliente dal punto di vista comunicativo. Ciò accade non solo per chi lavora a stretto contatto con il mondo della moda, ma per i professionisti che hanno a che fare con l’immagine in generale, non ultimi appunto i consulenti d’immagine.

Questo libro non è rivolto solo a loro, ma anche a tutti coloro che desiderano valorizzare la propria immagine – non solo intesa come immagine fisica, ma anche come immagine pubblica e immagine digitale – per promuovere la propria attività e sostenere le vendite. Proprio per questo fornisco dei preziosi suggerimenti per tutti coloro che desiderano costruire una strategia di personal branding coerente, efficace e che rispecchi appieno le proprie ambizioni.

La bellezza nel mondo digitale

Il mondo digitale, con la sua fluidità e la capacità di cambiare in maniera repentina e radicale, ha portato un profondo cambiamento nel concetto di bello. La società nella quale viviamo si basa, tra l’altro, su due principi che non possono essere sottovalutati: da una parte la democrazia, dall’altra la velocità con cui vengono diffuse le idee e gli stereotipi.

Per quanto riguarda la democratizzazione della comunicazione, prima internet e i social poi, hanno permesso a chiunque fosse dotato di una connessione ad internet di informarsi e di poter esprimere (liberamente) la propria opinione. Sebbene si tratti di un grande cambiamento – basti pensare che le persone negli anni ‘70 avevano timore di entrare nelle librerie per il timore reverenziale verso questi ambienti – ha anche portato ad un’anarchia su questi canali di comunicazione. Del resto, non è insolito vedere dibattiti sui Social su argomenti anche molto delicati tra cui ciò che è bello e la fisicità delle persone (soprattutto delle donne).

Se fino a qualche anno fa era considerato normale additare come “fuori dal canone” una donna che non aveva esattamente specifiche caratteristiche fisiche, oggi fortunatamente questo paradigma comunicativo sta cambiando. Le case di moda propongono le proprie collezioni anche in taglie curvy e si stanno battendo, almeno alcune di esse, per poter essere sempre più inclusive. Si tratta di un risultato che auspicavo da molto tempo, fin da quando ho introdotto il mio slogan “democratize fashion”, ad indicare il desiderio che il mondo del fashion potesse essere accessibile – sotto diversi punti di vista – a più persone.

Il secondo aspetto, ossia la velocità di propagazione delle notizie e degli stereotipi, è un aspetto intrinseco e quasi viscerale della nostra società. La disponibilità di accedere ai social attraverso computer o smartphone ha permesso a chiunque – soprattutto i giovani – di entrare in contatto con moltissimi stereotipi che possono avere conseguenze negative sulla propria stabilità emotiva.

Gambe troppo lunghe e secche, capelli troppo corti, vestiti troppo succinti o tacchi troppo alti possono essere, allo stesso tempo, uno strumento per valorizzare la propria immagine o distruggere la persona che li indossa.

Il mio augurio per il futuro

 

La bellezza deve essere uno strumento per poter esprimere la propria personalità: ciascuno di noi deve potersi sentire libero di esprimere, nelle forme e nei tempi che preferisce, la propria interiorità. Non esistono difetti, ma bisogna trasformare le proprie imperfezioni in punti di forza.

Se il mondo digitale capisse che dietro agli schermi degli smartphone non ci sono solamente dei potenziali clienti, ma delle persone in carne e ossa che possono avere debolezze e momenti di sconforto ci si renderebbe conto delle potenzialità che la moda inclusiva potrebbe avere. Fino a quando verranno proposti dei modelli che assomigliano più a degli stereotipi che a delle persone in carne ed ossa, purtroppo si è destinati a generare malintesi e situazioni problematiche.

Nel mio libro, con l’aiuto dei miei contributori, parlo di queste tematiche e di come poter costruire un’immagine online che sia coerente con sé stessi piuttosto che con gli stereotipi che vengono proposti negli ambiti più svariati (non solo estetici).

La presentazione del libro a SMAU Milano

Se vuoi assistere alla presentazione del mio libro, puoi partecipare a SMAU Milano dove avrò il piacere di tenere uno speech su questo argomento.
Nel frattempo, puoi trovare “. La tua immagine on e offline. La bellezza come strumento di comunicazione nell’era della rivoluzione digitale” in vendita online o come ebook su Amazon.

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