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Perché Peggy Guggenheim è il mio mentor

L’arte è una componente fondamentale per noi italiani, abituati a passeggiare nelle nostre città che sono dei veri e propri musei a cielo aperto. Forse non è vero che l’arte salverà il mondo, ma sicuramente risolleva il morale grazie alla sua bellezza e maestosità. Nel corso della storia tanti personaggi si sono innamorati del nostro Paese e hanno contribuito a renderlo la culla dell’arte non solo antica, ma anche e soprattutto moderna: tra questi Peggy Guggenheim ha svolto un ruolo di grande prestigio.

Marguerite Guggenheim, per gli amici Peggy

Peggy Guggenheim, classe 1898, è figlia d’arte: nasce nella New York della BellE Époque e vive la propria giovinezza in bilico sulla Prima Guerra Mondiale. A differenza di quanto si possa pensare, la giovane figlia dei proprietari del Guggenheim Museum di News York rimane orfana di padre a soli 14 anni: Benjamin rimane ucciso nell’affondamento del Titanic lasciando alla figlia un’eredità di oltre 2 milioni di dollari.

Peggy Guggenheim mentor moda

Nonostante la ricca eredità – comunque irrisoria rispetto a quanto era spettato ai cugini – la giovane Peggy intraprende la propria carriera in una libreria di grande prestigio di New York dove comincia a respirare l’aria delle avanguardie dei primi del ‘900: conosce importanti intellettuali e pittori dadaisti. La guerra sconvolge la vita della giovane donna e, dopo il divorzio, Peggy si trova a vagare per l’Europa con i figli sviluppando una passione per Londra e Parigi. In questi anni fonda le prime gallerie nel vecchio continente dando la possibilità ad artisti come Vasilij Kandinskji e Pablo Picasso.

Con la fine del secondo conflitto mondiale Marguerite decide di tornare a Venezia dove acquista, nel 1948, Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande che, fin dall’origine, era destinato ad essere il quartiere generale della propria collezione privata. L’acqua alta straordinaria del 1966 compromette fortemente le opere d’arte di Peggy. Pochi anni dopo, in seguito al rifiuto da parte del Comune di Venezia di accettare la propria donazione, crea la Fondazione Solomon Guggenheim, in onore del nonno paterno.

Marguerite si spegne a 81 anni dopo aver dedicato l’intera esistenza alla promozione e alla protezione di giovani artisti che, grazie al suo aiuto, sono oggi tra i più rilevanti esponenti dell’arte moderna.

Perché Peggy Guggenheim è la mia mentor

Peggy Guggenheim ha avuto il coraggio di essere donna al 100% in un periodo nel quale esserlo non era facile. Gli anni a cavallo delle due guerre e il secondo dopoguerra hanno comportato, per molte di noi, un momento di grande emancipazione e di crescenti responsabilità sotto tutti i punti di vista.

Marguerite ha saputo distinguersi in un mondo di soli uomini dimostrando come la sensibilità femminile possa dare il proprio contributo al mondo dell’arte. Nata in un ambiente prettamente maschile Peggy ha saputo farsi spazio con la sua ironia sognante: fin da piccola ha respirato, negli ambienti domestici, i principi del collezionismo ottocentesco e li ha saputi arricchire e rivedere alla luce della propria esperienza personale. Come si legge nella sua biografia, l’intera vita di questa donna straordinaria è stata permeata dall’arte non solo quella pubblica, ma anche quella privata. Il carattere tenace, coriaceo e determinato le ha permesso di emergere e farsi rispettare anche nei momenti più difficili.

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La sua innata propensione nell’individuare talenti e appoggiarsi a personaggi competenti e influenti le hanno permesso di creare una collezione che oggi costituisce uno dei principali poli museali nel nostro Paese. La sua figura si è dimostrata determinante nel sistema dell’arte del ‘900 in quanto non si dimostrò una semplice collezionista ma una vera mecenate dal respiro internazionale: fu proprio grazie a lei che il baricentro del collezionismo degli anni ‘50 si spostasse da New York all’Europa e successivamente a Venezia dove, ancora oggi si trova il suo omonimo museo.

Peggy Guggenheim è stata portavoce di valori solidi come la libertà d’espressione anche per gli artisti che incoraggiò sempre nel mantenere viva la speranza nelle proprie capacità; in fondo, è anche e soprattutto grazie a lei se Pablo Picasso ottenne il seguito che oggi lo rende uno dei massimi artisti del secolo scorso. Per tutto questo è tra le mie mentor.

Mi presento

Sono Isabella Ratti, una Style Coach con il cuore italiano e l’anima nomade. A Milano scarico l’adrenalina nell’animazione delle sfilate, a Lugano coltivo l’equilibrio. Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza.

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