Durante la Paris Fashion Week, le varie Maisons di moda hanno approfittato dell’occasione per lanciare un messaggio di pace e sottolineare il loro appoggio all’Ucraina. L’obiettivo era quello di non farsi paralizzare dalla paura della guerra, pur tenendo a mente il privilegio della propria libertà e del potere di espressione in un periodo storico in cui non possono essere dati per scontati. Ed è stato proprio questo potere espressivo a caratterizzare i vari brand che, a modo proprio, hanno scelto una palette precisa per esprimere con la comunicazione non verbale quello che non era possibile dire a voce.
Rosa Valentino: un inno all’amore, alla bellezza e alla ribellione
Sembra ormai finita l’epoca del classico rosso Valentino, il colore con cui la celebre Maison romana si era resa nota in tutto il mondo. Dalla sala ai capi indossati, le passerelle si tingono di rosa shocking, colore volto a sottolineare con audacia e originalità il potere dell’amore, della passione e della positività. Un approccio decisamente inaspettato, una “vie en rose” riadattata per avvolgere nella sua spira lo sconforto che la pandemia, i vari lockdown, le seguenti limitazioni, e la guerra hanno scavato nel cuore di tutti.
La collezione rosa realizzata in collaborazione con Pantone nei mesi scorsi era nata inizialmente dalla decisione di lanciare un forte segnale di cambiamento politico: si erge, insieme ad altre Maisons di alta moda, come portavoce di una nuova bellezza, sancendo così la fine di un’era storica che vede il rosa come un colore esclusivamente femminile. Alla luce degli ultimi tristi avvenimenti, però, questa partnership assume immediatamente un significato ancora più profondo e destinato a durare nella storia della moda. Tagli geometrici, trasparenze, paillettes e scarpe platform in vernice ne acuiscono l’effetto pop, movimentando la passerella e donando una pallida parvenza di allegria.
Il rosa, però, non è l’unico colore ad aver caratterizzato le passerelle. Da un’ambientazione quasi da sogno, con colori e dettagli mozzafiato, i modelli di Valentino si vestono improvvisamente di nero. Questa netta interruzione e la scelta di optare per un total black diventano così allegoria della vita reale che fa incursione nella dimensione onirica in cui si aveva l’impressione di essere precipitati. Il contrasto cromatico è netto e di grande impatto visivo, mentre i modelli mantengono le loro caratteristiche: scollature egocentriche e movimentate, linee fluide, capi maxi e giochi di sovrapposizioni. Il dress code “monocromatico”, tanto nero quanto rosa, viene rispettato anche dagli ospiti vip ai piedi delle passerelle.
Bufera di neve e Balenciaga
Un effetto straziante che riflette il periodo storico che stiamo vivendo: Balenciaga si discosta così da Valentino e opta per un approccio più diretto, crudo e trasparente. Neve finta scende copiosa sulle passerelle su cui sfilano i modelli avvolti in maxi-giacche, abiti asimmetrici svolazzanti e occhiali da sole che coprono gran parte del volto. I tacchi alti, indossati indistintamente da uomini e donne, rendono la camminata ancora più traballante, difficile e tristemente verosimile a quella di migliaia di profughi ucraini. Un altro dettaglio atroce squarcia l’aria che si respira durante la sfilata: la presenza di grandi borse di plastica nera che, a seguito di quanto sta accadendo in Ucraina, sembrano la triste metafora di sacchi dell’immondizia dentro cui sono contenuti i loro ultimi averi.
D’altronde, il direttore creativo Demna riesce a immedesimarsi perfettamente nel dramma attuale: scappato a soli 12 anni dalla guerra civile che aveva colpito la Georgia, il suo Paese natale, si rifugia infine in Germania. E, probabilmente in memoria di quanto vissuto, offre uno spaccato del dolore lacerante provocato dalle guerre. La sfilata si apre e si chiude, così, con una poesia del 1917, letta in ucraino dallo stesso stilista, e viene dedicata al coraggio e alla resistenza in nome dell’amore e della pace. Gli omaggi al popolo ucraino non si sono, però, ridotti a questo: oltre al total black, che ha caratterizzato l’intera sfilata, capi blu e azzurri hanno movimentato le ultime due uscite, così come le bandiere dell’Ucraina elegantemente ripiegate sui posti degli invitati.
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