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House of Gucci: un film che va oltre la moda

C’è grande attesa per l’uscita del film House of Gucci, una pellicola che fin dalla premiere di qualche settimana fa ha fatto grande scalpore e suscitato non poche polemiche. Quello che è certo è che il regista Ridley Scott ha voluto omaggiare una casa di moda che negli ultimi anni, grazie ai suoi direttori creativi di prestigio, ha saputo reinventarsi e cambiare il suo target. Fare un film sulla casata Gucci – ormai non più proprietaria della maison di moda – sembra quasi voler sancire la chiusura rispetto alla fase in cui la maison era considerata un’azienda a conduzione familiare.

La trama di The House of Gucci

Sebbene il titolo sembri alludere alla storia di tutta la casata, in realtà House of Gucci racconta un periodo di tempo molto limitato della maison. Siamo infatti negli anni ‘90, un periodo in cui Gucci viveva uno dei momenti di maggior splendore sotto la guida di Maurizio Gucci (nipote di Guccio Gucci, il fondatore della casa di moda).

Il contributo di Maurizio alla casa di moda è stato indubbio dal punto di vista storico dal momento che ebbe la brillante intuizione di selezionare tra i suoi direttori creativi anche il giovane e talentuoso Tom Ford. Chiaramente di questo aspetto non si fa cenno nel film.

Ad ogni modo House of Gucci tocca a malapena la storia della casa di moda, in quanto è principalmente concentrato sulle vicende che portarono la moglie di Maurizio Gucci al suo drammatico assassino. Il film comincia infatti con Patrizia Reggiani – interpretata da Lady Gaga – che sposa contro il volere della propria famiglia il giovane rampollo di casa Gucci. La sua sfrenata ambizione la porterà ad incrinare i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di bugie, tradimenti e vendetta che culmineranno nell’omidicio appunto di suo marito.

Bisogna ricordarlo da subito che l’omicidio di Maurizio Gucci è stato un evento che ha sconvolto non solo l’opinione pubblica, ma anche fortemente incrinato la credibilità di tutta la famiglia Gucci.

I costumi di House of Gucci

Un aspetto senza dubbio affascinante della pellicola riguarda i costumi: ho trovato a tratti commuovente l’attenzione che il regista e il costumista ha messo nel voler riprodurre fedelmente la moda del tempo e rappresentare lo stile di Patrizia e della famiglia Gucci.

Lady Gaga in una recente intervista ha dichiarato “Non volevamo cambiare il suo stile e abbiamo cercato di trovare i riferimenti guardando le foto del tempo, le acconciature e il trucco. Abbiamo analizzato tantissime fotografie in ordine cronologico che mostravano anche i segni dell’età perché in fondo copriamo 30 anni della sua esistenza”.

Non casualmente la costumista di questo film è Janty Yates, la stessa che ha vinto il Premio Oscar per i Migliori costumi per “Il Gladiatore” nel 2001. A lei a tutta la produzione è stato dato accesso all’intero archivio Gucci per poter riprodurre quanto più fedelmente possibile i costumi del tempo.

Tra i look più emblematici indossati da Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani c’è la tuta da neve: si tratta di una tuta intera rossa, abbinata con un colbacco di pelliccia e la maschera di pelliccia firmata Christian Dior.

Se si pensa quindi che House of Gucci sia una celebrazione della moda Gucci è fuori strada: nel susseguirsi delle scene compaiono anche il famoso trench di Burberry durante le scene ambientate a Milano. Maurizio e Patrizia indossano due impermeabili, per lui beige e per lei check, abbinato ad un foulard che prima le incornicia il viso, proprio come si usava in quel periodo.

Sono molto suggestive anche le sequenze che rappresentano la coppia nel proprio soggiorno a New York: nei primi anni ‘80 infatti Maurizio e Patrizia ha vissuto in un lussuoso attico a Manhattan, ospiti dello zio di lui al quale successivamente voleranno le spalle sopraffatti dal desiderio di accaparrarsi le sue quote societarie. Le paillettes dorate dei vestiti di Lady Gaga di queste scene e la scollatura gioiello sono veramente meravigliose!

A completamento di un’attenta ricognizione sulla moda dell’epoca ci sono le acconciature cotonate, make up vistoso, volumi in vista e gioielli che non passano inosservati; spalline rinforzate e perle a profusione sono un vero tuffo nel glamour del passato.

In conclusione come non citare la scena che è già diventata celebre ossia quella in cui Patrizia Reggiani, in uno scambio con Jared Leto, si fa il segno della croce e dice “Nel nome del Padre, del figlio e della famiglia Gucci”, avvolta in un abito nero a pois rosa di Emanuel Ungaro con maniche a sbuffo.

Il messaggio importante dietro la figura di Patrizia Reggiani 

Quella che è passata alla storia come la “vedova nera” è interpretata dalla pluri-premiata italo-americana Lady Gaga che ha una somiglianza straordinaria con il personaggio che interpreta, Patrizia Reggiani.

Lady Gaga ha sottolineato più volte come il personaggio di Patrizia Reggiani, per quanto si sia macchiata di un crimine increscioso, debba essere contestualizzato nel periodo in cui ha vissuto. La giovane Patrizia proveniva da un piccolo paesino in provincia di Modena – Vignola – e aveva delle umilissime origini.

Nonostante quindi partisse svantaggiata e la vita inizialmente le avesse voluto mostrare quanto poco potesse valere, non si è scoraggiata e ha tentato di emanciparsi e fare strada. “Se credete di non contare nulla, tenete duro” dice Lady Gaga, incoraggiando tutte le donne che quotidianamente vengono sminuite a cercare di trovare il proprio posto nel mondo.

La storia di Gucci dopo l’omicidio di Maurizio Gucci

House of Gucci è una pellicola che racconta – con un buon grado di fedeltà – uno spaccato di un’epoca, ossia quei 30 anni che trascorrono tra l’ingresso di Patrizia Reggiani nella famiglia Gucci e l’omicidio del marito. I costumi sono sicuramente emozionanti e rendono la narrazione piacevole e scorrevole. Bisogna però tenere presente un aspetto: la storia della casa di moda non può essere ridotta alle vicende delle famiglia che le ha dato il cognome.

Sebbene gli anni ‘90 siano stati un periodo in cui la Gucci era ancora di proprietà dell’omonima famiglia, non bisogna sottovalutare le importanti scelte che sono state prese. La proprietà era lacerata da faide interne, come viene in parte testimoniato da questo film, ma non per questo non sono state prese delle decisioni che hanno saputo rilanciare la casa di moda.

Infatti, da quando Ford viene scelto come nuovo stilista nel 1994 e Dawn Mellow appena diventato vicepresidente, comincia una stagione di rilancio della casa di moda che era stata fortemente compromessa dalle faide interne della famiglia. Nello stesso periodo, Domenico de Sole, consulente legale della famiglia dagli anni 80 e nominato CEO di Gucci nel 1994, rivede i prezzi di tutti i prodotti, portando gradualmente il bilancio pubblicitario in positivo.

Concludo lanciando una provocazione a produttore e regista: perché non fare una serie tv che racconta la storia della maison dopo l’omicidio di Maurizio Gucci?

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