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Guccifest, quando la sfilata diventa una serie tv

Guccifest, quando la sfilata diventa una serie tv

Se da un lato abbiamo una sempre maggiore stretta sulla sospensione delle attività di aggregazione, dall’altra vi sono le grandi maison della moda che si armano di impegno ed inventiva per trovare soluzioni utili ad accantonare il problema. Ecco che allora Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ha messo inpiedi una vera e propria serie tv, cercando di raccontare la Moda del brand e mandare un messaggio nuovo di un mondo ormai saturo di novità.

Un nuovo modo di intendere la moda

La diffusione del Covid ha bloccato chiunque, fermato i piccoli ma anche i grandi. Ognuno ha dovuto fare i conti con una realtà diversa rispetto a quella alla quale era abituato, dovendo così, trovare una soluzione pratica per non farsi appiattire dal momento. Ecco quindi che anche le grandi maison si sono addentrate nel mondo della tv, dei racconti più approfonditi, svelando tutto quel ‘dietro le quinte’ che spesso viene nascosto. Prada, Alberta Ferretti, Moschino, Philipp Plein e non per ultimo Etro hanno lanciato le loro collezioni online con video, contenuti extra e inediti. La Milano Fashion Week è stata, quasi per tutti, online con sfilate a distanza e porte chiuse. Un modo di fare moda più reale, capace di mostrare tutta quella parte organizzativa e di coordinazione oltre allo spettacolo finale.

Che il mondo del fashion sia aperto all’innovazione è da sempre risaputo. Le stesse serie tv sono state tra le prime a raccontare la dinamicità di un ambiente in continuo cambiamento. Lo abbiamo visto in Sex and the City con Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte che con le loro Manolo Blahnik e Bottegaveneta hanno saputo raccontare una New York romantica e sfacciata sin dal 1998. O la più sdolcinata e a tratti drammatica Ugly Betty, che sempre nella Big Apple descrive un mondo poco sincero e talvolta ipocrita. E la più recente Emily in Paris? Insomma, le serie tv hanno da sempre raccontato la moda e continueranno a farlo perché un mondo così tanto in evoluzione, avanguardista ma con uno sguardo al passato non può non essere raccontato.

GucciFest: novità dal mondo Gucci

Ecco quindi che il direttore creativo di Gucci, A. Michele, ha deciso di sfruttare proprio una serie tv per raccontare il brand, l’evoluzione di questo e soprattutto, lanciare un messaggio di continuità in un periodo storico in cui perdersi è davvero molto semplice. Il GucciFest, quindi, si presenta come un innovativo festival di moda e cinema digitale trasmesso dal 16 al 22 novembre su You Tube Fashion, Weibo, Gucci YouTube ed inserito nel sito dedicato proprio all’evento, Guccifest.com. Il programma sarà già disponibile a partire da venerdì 13 e andrà in onda raccontando le creazioni di 15 stilisti emergenti, selezionati proprio dallo stesso Creative director: Ahluwalia, Shanel Campbell, Stefan Cooke, Cormio, Charles De Vilmorin, JordanLuca, Mowalola, Yueqi Qi, Rave Review, Gui Rosa, Rui, Bianca Saunders, Collina Strada, Boramy Viguier e Gareth Wrighton.

L’idea del Festival, quindi, racconta e promuove la storica maison italiana ma mira anche a promuovere nuovi, giovani e talentuosi fashion designer, sfruttando una strabiliante operazione di tutoraggio mediatico. Sfruttando il pretesto della nuova collezione, dal titolo OUVERTURE of Something that Never Ended, Michele racconta l’omonima mini-serie, suddivisa in sette episodi. Nel capoluogo romano e co-diretta dal direttore creativo della maison insieme al regista Gus Van Sant, la serie ha come protagonista Silvia Calderoni attrice, artista e performer di fama mondiale. Questa è impegnata in diversi scenari della città eterna in una routine quotidiana quasi surreale. Qui si trova impegnata in incontri importanti con designer dal talento indiscusso, oltre che molto vicini alla maison. Tra questi: Paul B. Preciado, Achille Bonito Oliva, Billie Eilish, Darius Khonsary, Lu Han, Jeremy O. Harris, Ariana Papademetropoulos, Arlo Parks, Harry Styles, Sasha Waltz e Florence Welch.

D’altro canto, Gucci aveva già anticipato, in occasione della pubblicazione del suo manifesto Appunti dal Silenzio lo scorso maggio, che la presentazione della nuova collezione sarebbe stata una “narrazione gioiosa e a cadenza irregolare”. Niente vincoli, niente nozioni passate e niente stagionalità. Nessun genere e nessuna regola, solo nuovi spazi, codici linguistici e piattaforme di comunicazione. Il GucciFest, infatti, non si limita alla creazione di un serie ma si avvale di una campagna, di un videogioco per la propria app ed una gift giving che evoca le feste di Natale. Nella nuova campagna quest’ultima, ideata sempre da Michele ma questa volta con l’aiuto di Christopher Simmonds, Mark Peckmezian e Akinola Davies Jr., i personaggi non vedono l’ora di arrivare alle 17, fine della giornata lavorativa, quando i tavoli vengono rimossi e l’ordine istituzionale dell’ufficio è travolto da bottiglie aperte e musica anni ’80. Gli impiegati si trasformano e diventano estroversi scatenandosi in balli coinvolgenti. Completamente disinibiti, i colleghi rivelano la loro personalità più recondita, trasformando l’ambiente, invertendo i ruoli e mostrando le loro più variegate sfaccettature. La Collezione Gucci Gift Giving è ovviamente la chiave per accedere a questa festa, portando conforto e vivacità nella realtà aziendale. La Digital Activation porta così il marketing esperienziale ad un livello superiore.

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