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Seconda mano

Seconda mano: ecco il vero trend del fashion marketing 2022

Al giorno d’oggi, sempre più persone decidono di acquistare abiti di seconda mano e, questa esigenza, spinge i grandi brand a puntare verso questa direzione, definita il vero trend del fashion marketing 2022. Questo rappresenta un metodo utile per riutilizzare abiti che, in alternativa, sarebbero cestinati, ma è anche l’opportunità per riuscire a recuperare una parte della spesa sostenuta per l’acquisto di un prodotto. Vediamo tutto ciò che occorre sapere su questo trend.

Perché i consumatori acquistano abiti di seconda mano?

Il mercato degli abiti usati è in grande crescita, motivo per il quale sempre più persone hanno iniziato ad effettuare acquisti, soprattutto online, sfruttando app e piattaforme varie. Queste permettono di vendere, ma anche comprare articoli usati di ogni genere, andando ad evidenziare in maniera ancora più evidente i grandi cambiamenti socio-culturali.

Ovviamente, sono tanti i motivi che spingono i consumatori ad optare per la scelta di abiti di seconda mano da acquistare online o nei negozi fisici. La prima è, indubbiamente, una motivazione economica: chi opta per questi articoli lo fa se sono di noti brand, così da riuscire ad ottenerli a prezzi vantaggiosi. Allo stesso modo, chi sceglie di mettere in vendita i propri abiti sulle varie app, lo fa per guadagnare qualcosa e rientrare da quello che è stato il costo iniziale. Piuttosto, quindi, che tenere in armadio un capo firmato o di alta sartoria, lo si rivende, guadagnando qualcosa ed evitando di buttarlo.

Molto spesso sono i giovani a cercare articoli unici, tra i mercatini e negozi dell’usato, in modo da comprare abiti costosi a prezzi più accessibili, adeguandosi alle tendenze della moda. L’obiettivo del mercatoSecond Hand è riuscire a fare concorrenza al fast fashion: per questo motivo i negozi dell’usato hanno prezzi scontati, si trovano spesso in zone centrali, sono aperti tutti i giorni e presentano un’ampia gamma di prodotti che vengono differenziati ogni giorno.

Una motivazione molto importante che può spingere le persone ad acquistare capi di seconda mano è però anche il ridotto impatto sull’ambiente. Uno studio effettuato dall’Università di Copenhagen dimostra i vantaggi ambientali ottenuti grazie alla raccolta di abiti usati: raccogliendo 1 kg di capi usati si riduce l’emissione di CO2 di 3,6 kg; il consumo di acqua di 6000 lt; l’uso di fertilizzanti di 0,3 kg e, infine, l’utilizzo di pesticidi di 0,2 kg. Per ultimo, ma non per importanza, l’acquisto di abiti di seconda mano consente anche di personalizzare il proprio guardaroba e creare uno stile unico ed inimitabile. 

Il boom del mercato dell’usato

Facendo una panoramica sul mercato dell’usato è possibile evidenziare che, secondo un’analisi della piattaforma Subito.it, il 2021 per il nostro Paese è stato un anno particolarmente positivo. L’aumento di richieste di compra-vendita di questi beni è cresciuto così tanto da condizionare il numero di annunci pubblicitari ma anche il traffico sulla stessa piattaforma. Andando ad analizzare le richieste, le categorie che hanno più successo sono quelle degli orologi e dei gioielli: i più venduti sono Rolex, Patek Philippe e Audemars Piguet vintage. La motivazione di questa grande richiesta risiede nel fatto che, negli anni successivi all’acquisto, il valore dei gioielli aumenta e, di conseguenza, anche il guadagno.

Un numero sempre più alto di persone, ovvero circa 23 milioni, ha acquistato o venduto oggetti usati, recandosi presso i vari mercatini dell’usato o, per l’appunto, utilizzando lo shopping online. Chiaramente tale modalità è spesso quella più scelta: la possibilità di fare tutto da casa, senza dover uscire è il principale vantaggio degli e-commerce che si occupano di second hand.

Focalizzandoci sul settore dell’abbigliamento, è possibile evidenziare come ci sia stato un vero e proprio boom nell’utilizzo di app. Vinted, Wallapop e Vestiaire offrono la possibilità di vendere e acquistare prodotti di seconda mano di qualunque tipo. Brand di alta moda o anche low cost sono a disposizione degli utenti che, come è chiaro, sono sempre in aumento. Se, infatti, nel 2020 aveva un valore pari all’1,4% del Pil italiano, nel 2022 questo valore è letteralmente raddoppiato.

La Gen Z opta per il second hand

Tra gli utenti più appassionati del second hand vi è senza dubbio la Generazione Z, che ama scoprire mode e abiti del passato, rivisitandoli in un’ottica moderna. Negli ultimi due anni, infatti, tanto più per la diffusione del covid e la chiusura degli store, le app e gli e-commerce hanno fatto breccia tra i più giovani, diventando i nuovi portali di comunicazione. Comprare abiti di seconda mano è diventato un vero e proprio stile di vita, tanto più se si pensa che rispolverare vecchi capi – talvolta anche dei propri familiari – significhi esprimere al meglio la propria personalità e creatività.

Inoltre, la Gen Z si sente protagonista di un forte e importante cambiamento socio-culturale e si batte per i valori in cui crede, tra cui la sostenibilità. In questa ottica, ridurre gli sprechi è diventata una priorità anche nell’ambito dell’abbigliamento, del fashion e della moda. Da qui si capisce quanto il mercato second hand sia essenziale al fine di contrastare tutte quelle “cattive abitudini” tipiche degli anni 80, 90 e 2000, in cui lo spreco, la poca attenzione verso l’ambiente e il pianeta, facevano da padrone.

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