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Power dressing femminile: il prêt-à-porter delle donne al potere

Mentre stavo preparando questo nuovo contenuto per il mio blog, è uscito il video virale di “Be a Lady” realizzato dal team di Cynthia Nixon: in molti lo hanno additato come contenuto femminista, esagerato e fatto di luoghi comuni. Per me è stato un importante spunto di riflessione su quanto possa essere ancora difficile – oggi – essere donna, soprattutto quando sei al potere.

Ecco quindi che torno su un tema che mi è molto caro e che tratto in maniera approfondita nel Corso Base per Consulenti d’Immagine presso l’Accademia Consulenza d’Immagine – Alta Formazione: il power dressing. Se gli uomini al governo possono godere di una tradizione secolare alle proprie spalle, come si comportano le donne quando hanno la necessità di esprimere la propria leadership? Approfondiamo il power dressing femminile.

Effetto Double Blind, come trasformarlo in un elemento di forza

A mio parere uno dei primi problemi che una donna al potere si trova ad affrontare è l’effetto double blind. Questo termine compare per la prima volta nel 1995 all’interno dell’opera “Beyond the double bind” della professoressa Kathleen Jamieson. Il “double bind” è considerabile come una manifestazione del “sessismo benevolente”, quell’atteggiamento di ostilità nei confronti delle donne che si distanziano dai ruoli convenzionalmente radicati nella mentalità comune, leggendo questa rottura degli schemi come potenzialmente pericolosa.

La scrittrice all’interno della sua opera vuole sottolineare la contraddizione alla base dell’effetto “doppio vincolo” (double blind): spesso esiste una contraddizione tra le peculiarità caratteriali che gli elettori pretendono in un candidato e quel che vogliono da una donna. L’ambizione è vista come un plus in un uomo, ma come limite in una donna. Gli uomini devono essere duri, ma la forza di carattere in una donna è una minaccia.

Questo porta a due conseguenze principali:

  • Quando le donne cercano di rafforzare un possibile aspetto assertivo per essere prese più seriamente, rischiano di suscitare reazione di tipo difensivo;
  • Valorizzare solo tratti femminili è ugualmente insidioso.

Gli stereotipi che la donna si trova quotidianamente ad affrontare possono essere annullati o rafforzati mediante due strategie:

  • La minimizzazione: avere uno stile molto sobrio difficilmente attaccabile come ad esempio quello del premier tedesco Angela Merkel;
  • Cercare di sfruttare l’effetto banalizzazione: costruire la propria immagine a partire dalla figura di moglie e madre.

Donne al potere, esempi contemporanei

Un aspetto per me molto importante è il ruolo che gioca la parola potere all’interno dell’immaginario comune e le associazioni ad un determinato settore di questo termine. Ritengo che il potere non debba essere ricercato solo all’interno della politica, ma piuttosto possa essere identificato anche nel rivestire un ruolo importante anche in altri settori, questo concetto di potere è molto importante nel settore della moda.

power dressing femminile

Il power dressing è il nuovo strumento della comunicazione di comunicazione, il metalinguaggio della moda iniziato dall’ Iron Lady Margaret Thatcher, è ad oggi un fenomeno inarrestabile che coinvolge tutte le donne al potere: il trucco, un accessorio o il colore di un capo indossato diventano espressione di idee ben precise, spesso estrante in maniera ben più precisa dei loro colleghi uomini.

Il power dressing si fa carico di affermare da un lato l’autorità della donna attraverso le sue scelte estetiche, dall’altra favorisce la costruzione di uno storytelling politico, capace di affermare l’indipendenza e l’unicità dei propri pensieri e ideali.

Ritengo che la massima espressione del power dressing è stata raggiunta la presidenza Obama negli stati Uniti. infatti, la first lady Michelle Obama con i suoi colori sgargianti ha interrotto quella tradizione di tinte pastello tipiche di Jacqueline Kennedy.

Il suo power dressing aveva alla base il concetto di empowerment: un’attrice politica di primaria importanza, solida perché indipendente dal marito, e che ha veicolato attraverso il suo abbigliamento messaggi di emancipazione, rottura con il passato, ribaltamento delle regole, inclusione e apertura.

Come dice il detto i vestiti fanno il monaco e in questo caso fanno anche il potere: gi abiti sono ancora i primi e reali portatori di tutti i valori come sicurezza, successo, indipendenza, che le donne cercano di ottenere attraverso il lavoro e l’impegno in politica.

Analizziamo altre donne al potere che secondo me hanno sfruttato al meglio il power dressing rendendolo un tratto distintivo e di potere.

Sanna Martin

Sanna Martin a soli 34 anni è stata eletta recentemente premier in Finlandia, è la più giovane premier del mondo. I suoi principi vanno di pari passi con l’evoluzione della figura femminile all’interno del sistema politico finlandese. Il suo stile è rappresentato dalla scelta di stilisti locali e dimostrano il suo interesse per il sociale e l’ambiente.

Lilli Gruber

power dressing lilli gruber

Lilli Gruber personalità di spicco nel settore giornalistico in Italia è la conduttrice di un suo programma “Otto e mezzo” . Il suo stile giornalistico articola tailleur a jeans e scarpe basse con la volontà al primo posto di mettere i fatti giornalisti. Da sempre sostenitrice del potere alle donne e di pari passo la battaglia per la sopravvivenza del pianeta. Pe la giornalista le tre V maschili ( volgarità, violenza, visibilità), devono essere sostituite da empatia, diplomazia, pazienza.

Melania Trump

Melania Trump e Ivanka Trump il nuovo tandem first lady and first daughter coniugano il classico e il glamour e le loro scelte sono un messaggio preciso di svolta politica. Si sono allontanate dallo slogan del presidente “Buy America“ indossando eleganti abiti non solo di stilisti americani ma anche di noti stilisti di origine sudamericana. Un monito dunque di compartecipazione, una sottile apertura per dar voce a tutti anche a quelli che non hanno votato per loro.

Theresa May

power dressing theresa may

Margaret Thatcher e Theresa May due donne al potere del popolo inglese. Accomunate dall’uso del tailleur: la prima lo indossava in abbinamento a gioielli e bluse in grado di addolcire l’estetica dura, mentre la seconda ha modernizzato il capo introducendo colori vivaci, fantasie geometriche senza abbandonare mai le scarpe maculate. Accomuna le due donne di potere l’immancabile collana di perle. Donne forte con uno stile autentico e riconoscibile.

Susan Wojcicki CEO di Youtube

 

Susan Wojcicki è la Ceo di YouTube e una delle donne più influenti e ricche d’America. Sotto la guida di Wojcicki, YouTube è cresciuto: ha lanciato nuovi prodotti, come Music e Premium, lo scorso maggio è stata valutata 160 miliardi di dollari, gli utenti mensili sono arrivati a 1,8 miliardi. Negli anni, la numero uno di YouTube si è espressa più volte sui diritti delle mamme lavoratrici e la “lotta” al gender gap nel settore tecnologico.

Christine Lagarde, direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale

Christine Lagarde è la prima donna a raggiungere il ruolo di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. Il suo stile è classico ed elegante per affermare la sua individualità e la sua influenza in un mondo, come quello della finanza, composta soprattutto da uomini.

Vuoi diventare un esperto di power dressing?

Se sei stato incuriosito da questa breve rassegna del power dressing femminile e vuoi approfondire questo argomento, iscriviti al Corso Base dell’Accademia Consulenza d’Immagine – Alta Formazione. Ti aspetto!

Mi presento

Sono Isabella Ratti, una Style Coach con il cuore italiano e l’anima nomade. A Milano scarico l’adrenalina nell’animazione delle sfilate, a Lugano coltivo l’equilibrio. Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza.

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