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La rivoluzione inclusiva del power dressing femminile: nuovi casi studio

Negli ultimi anni, il power dressing femminile ha subito un cambiamento significativo. Mentre una volta si considerava importante indossare abiti maschili per dimostrare autorità e potere, oggi molte donne cercano di esprimere la loro forza e personalità attraverso abiti che si adattano alla loro forma e che le fanno sentire sicure di sé. Il power dressing femminile moderno si concentra sulla versatilità e sulla capacità di passare facilmente dal lavoro alla vita sociale, combinando capi classici con elementi più divertenti ed espressivi.

 

Per questo ho deciso di analizzare dei nuovi casi e includere nella mia breve analisi anche alcuni casi eclatanti di stilisti o personaggi di spicco che hanno dichiarato prima e messo in atto poi delle politiche più inclusive. 

 

Levante, un cambio look che richiama la sua infanzia

Rispetto al Festival di Sanremo l’evoluzione più rivoluzionaria è stata quella di Levante. La giovane donna è di origini siciliane e ha i classici colori mediterranei: pelle olivastra, capelli scuri spesso raccolti in uno chignon spettinato, sopracciglia folte e occhi magnetici. Ed è proprio così che avevano conosciuto la cantante, all’anagrafe Claudia Lagona. 

Rispetto a come eravamo abituati a vederla la donna si è mostrata in maniera completamente diversa, con un nuovo look che ha stravolta completamente il precedente. I lunghi capelli ramati si muovono di pari passo con una decolorazione che ha interessato anche le sopracciglia, modificando quindi anche lo sguardo della cantante. 

 

È evidente che quello che ha portato sul Teatro dell’Ariston è stato un’evoluzione, come testimoniato dalla sua canzone e dal post social in cui afferma “Vivo per la mia liberazione”. Non è un caso che sia stata proprio Levante, nelle settimane precedenti, a portare avanti una battaglia su una tematica che ha riguardato il festival: la maternità. La cantante non si è mai risparmiata nel sottolineare le difficoltà del diventare madre, un’esperienza recente che ha fatto, portando sotto la luce dei riflettori anche i momenti di tristezza e di sconforto. In questo caso, quindi, possiamo dire che Levante è stata il simbolo di emancipazione da un modello che ormai le era troppo stretto: benvenuta nuova te!

Melissa Viviane Jefferson, per gli amici Lizzo

Secondo un recente studio pubblicato da Elle, sul podio dei creator più amati e seguiti, ci sono persone nere e donne: si tratta di un dato particolarmente interessante perché ribalta, completamente, quello che accade nel mondo reale, confermando come i Social Media siano – sostanzialmente – un mondo parallelo e ideale. 

Ne è la conferma Lizzo, o meglio Melissa Viviane Jefferson, classe 1988, che incarna una serie di primati che la rendono unica: per chi non la conoscesse è una cantante rap, black, extralarge, eccessiva e fiera di incoraggiare le donne ad accettarsi. 

 

Viene apprezzata dai suoi fan anche italiani (che hanno recentemente riempito l’intero Assago Forum in un concerto tutto sold out) non solo o tanto per la sua musica, ma soprattutto per il messaggio che manca: amati, a prescindere dalla taglia che hai, non aver paura di indossare abiti vistosi anche se non sei una taglia 38. Lizzo è una donna che ha conquistato la sua autostima e incentiva le persone a fare lo stesso. 

 

Il suo power dressing è all’insegna dell’eccesso: non manca occasione in cui sfoggia abiti aderenti con lustrini, paillettes e applicazioni decorative. Ogni sua scelta estetica trasuda la fatica che ha fatto negli anni per imparare ad accettarsi e amarsi incondizionatamente e lei, di strada ne ha fatta molta partendo da Detroit. 

Cosa dovremmo imparare tutti da Lizzo? Che non bisogna lasciare che le nostre scelte estetiche siano condizionate dalla taglia, dalle curve o meno. Ciascuno è unico e deve amarsi incondizionatamente. Nella lotta al power dressing il suo contributo è essenziale perché è il segnale di un tempo che sta cambiando e che può essere pronto per accogliere anche modelli che non sono rigorosamente aderenti agli stereotipi proposti dal mondo della moda. 

Elly Schlein, una nuova stagione di stile politico

Si è insediata da pochissime settimane come segretario del Partito Democratico e sta già facendo parlare di sé. In molti lo hanno definito uno “stile senza senso”, ma non è assolutamente così. Le sue scelte estetiche richiamano in molti aspetti un’estetica delle donne dell’ala sinistra del Parlamento e non bisogna quindi sorprendersi se il suo power dressing è caratterizzato da giacche oversize sulle tonalità pastello, magliette bianche o camicie in denim senza collo, jeans e parka. 

 

A questo si accompagna una certa noncuranza del proprio aspetto estetico: nelle occasioni pubbliche si è sempre mostrata senza trucco e priva di quella civetteria femminile che, per altro, è tipica di molte donne del partito che si trova a guidare. Se volessimo trovare un modello al suo look, si potrebbe dire che Elly sta guardando comunque con interesse ad Emma Bonino del Partito Locale. sebbene la donna abbia sempre mostrato dei look più ricercati e sempre attentamente studiati. soprattutto dopo la sua malattia. 

Insomma, lo stile di Elly potrebbe essere l’alba di una nuova era per il power dressing, o meglio, di un nuovo modo di vestire il potere, più essenziale e che spinge l’elettorato e i colleghi del Partito e del Parlamento a guardare realmente ai contenuti senza doversi soffermare sull’estetica. Sarà la scelta giusta? Per il momento si può apprezzare il grande contrasto con le scelte estetiche di Giorgia Meloni che, per quanto non prediliga gli eccessi, ha dimostrato di attuare una linea ben più classica. 

 

Clio senza Make Up su Instagram contro l’odio

Con un post dal titolo “Sono cambiata, è vero!” Clio Make Up ha condiviso un video in cui si scaglia contro l’odio di chi denigra i prodotti beauty altrui per mettere in risalto i propri: si tratta di una pratica tristemente diffusa, soprattutto nel mondo del make up ma Clio non ci sta. 

 

Proprio lei che è stata tra le prime ad esordire su Youtube e che dovrebbe avere grande dimestichezza davanti alla videocamera, si presenta senza trucco (volutamente!) e si dichiara insicura e sottolinea la sua incapacità di comportarsi come tante altre star sue colleghe. 

Clio Make Up si è presentata con una camicia fuxia, un riferimento non casuale ad uno dei principali brand competitor e alla tonalità del suo logo simbolo di identità. L’aspetto più strano è che si è mostrata senza trucco, riproponendo l’equazione che abbiamo tutti nella mente per cui essere senza trucco = non avere filtri. La sua incapacità nel denigrare i prodotti del prossimo per far risaltare i propri viene palesata con emozione e un trasudante senso di colpa verso le tante persone che dipendono da lei e dalla sua figura.

 

Anche in questo caso, a prescindere dal messaggio scelto, Clio Make Up veicola un messaggio di ritorno alla autenticità, in cui per inoltrare un messaggio di autenticità si sceglie di evitare tanto i fronzoli quanto l’eleganza di un completo. 

 

Lady Gaga in jean e maglietta alla sua performance agli Academy Awards

Se sul red carpet degli Oscar Lady Gaga si è presentata con un elegante abito nero che mette in risalto le sue forme, durante la sua performance ha deciso di mostrarsi al mondo come se fosse appena entrata in uno studio di registrazione. L’artista ha emozionato la platea cantando la canzone candidata alla statuetta per il film “Top Gun: Maverick”, omaggio al defunto regista Tony Scott. 

Rispetto alle precedenti uscite pubbliche, la sua voce sa ancora stupire, al pari di una grande capacità di cambiare con i tempi che cambiano: ce la ricordavamo che duettava con un lungo e sontuoso abito nero con Bradly Cooper sulle note del film che la vedeva come protagonista e la ritroviamo in jeans, maglietta e scarpe basse. Ma attenzione a non farsi trarre in inganno: Lady Gaga è sempre la stessa e, per altro, si tratta di un personaggio che ha sempre sperimentato stili e trend del momento, anche i più strani (in quanti ricordano il look di “Bad Romance”?). 

Ebbene, anche una star come Lady Gaga ha sentito il bisogno di presentarsi in maniera sobria, senza trucco, come se fosse la ragazza della porta accanto. 

 

Quale rivoluzione più grande e simbolo di emancipazione femminile se non quello di potersi presentare esattamente come ci si sente senza le classiche armature?

 

Michelle Yeoh e Jamie Lee Curtis: non è mai troppo tardi per raggiungere i propri obiettivi

Le statuette assegnate alle categorie per la migliore attrice protagonista e non protagonista sono state una meravigliosa sorpresa. 

 

Michelle Yeoh, 60 anni, con la sua interpretazione in «Everything Everywhere All at Once», ha vinto l’Oscar come miglior attrice: è la prima donna asiatica a conquistare la statuetta. Sul palco, si è rivolta ai giovani asiatici e alle donne, invitandoli a sognare in grande. Poi, la sua dedica: «Questo premio è per mia madre e con lei per tutte le madri: sono loro le super eroine”. Ecco che torna, ciclicamente il ruolo delle madri, così discusso e controverso ma altrettanto essenziale. 

Per la categoria “Miglior attrice non protagonista” ha vinto l’Oscar Jamie Lee Curtis per il film Everything Everywhere All at Once. Al di là del look scelto e della meravigliosa spontaneità con cui l’attrice ha ritirato, incredula, la statuetta alla sua prima nomination è importante pensare al messaggio che ha portato in quella veste e in un’occasione che le ha riservato tanto visibilità. Jamie è infatti intervenuta sulla proposta di cambiare i generi alle categorie degli Oscar, eliminandoli: “«Da madre di una figlia trans capisco il problema, ma togliere il genere dalle categorie è un rischio»”. 

 

Lo studio del power dressing alla base della mia professione

Mi chiamo Isabella Ratti e da molti anni mi occupo come Business Image Expert di accompagnare imprenditori e personaggi di spicco nelle aziende dei settori più vari nella creazione di uno stile che rispecchi la propria posizione e ambizioni. 

Come consulente d’immagine amo studiare il power dressing delle donne e degli uomini che sono alla ricerca del modo migliore per poter esprimere il proprio modo di essere un’ideologia politica personale o l’identità di genere attraverso scelte estetiche. 

 

Se anche tu desideri creare un’immagine di successo puoi contare su di me: grazie allo studio costante dei nuovi elementi introdotti da personaggi di spicco e all’aggiornamento sugli ultimi trend posso aiutarti a creare una figura online e offline che sia coerente con te stessa, con gli ideali che vuoi trasmettere e con i tempi nei quali ci troviamo. 

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