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Gucci, la prima sfilata senza pilota

Gucci ha aperto la Settimana della Moda di Milano con una sfilata che ha segnato un momento storico: la prima senza un direttore creativo alla guida.

L’uscita di Sabato De Sarno ha lasciato la maison senza un comandante, ma non senza una direzione. Ironia della sorte, l’evento si è svolto sotto gli occhi attenti del CEO di Kering, François-Henri Pinault, che sedeva in prima fila accanto a volti noti come Julia Garner, Jessica Chastain, Parker Posey, Jannik Sinner, Yara Shahidi, Dev Patel, Xiao Zhan e Wen Qi.

Un parterre stellare che testimonia la forza del brand, nonostante le recenti difficoltà economiche e l’assenza di una guida stilistica definita.

La prima sfilata senza Sabato de Sarno

Negli ultimi anni, Gucci ha dovuto affrontare una fase di adattamento e ristrutturazione, culminata in una contrazione del 20% nei ricavi dell’ultimo trimestre. Questo calo ha evidenziato le difficoltà del brand nel mantenere la posizione dominante nel mercato del lusso, sempre più competitivo e in rapida evoluzione. Tuttavia, Gucci rimane un’istituzione della moda globale, come dimostrato dal prestigio che continua ad attirare personalità influenti e un pubblico fedele.

L’assenza di un direttore creativo ha sollevato interrogativi sul futuro della maison, ma l’entusiasmo generato da questa collezione suggerisce che il marchio ha ancora un forte richiamo culturale e commerciale. Al momento, non vi è un annuncio ufficiale sul successore di Sabato De Sarno, ma le voci di corridoio danno come favorito Hedi Slimane, noto per il suo stile affilato e minimalista, che potrebbe segnare un nuovo corso per Gucci.

Parallelamente, Kering sta lavorando su un piano di austerità volto a ottimizzare i costi e razionalizzare le strategie di vendita, puntando su un rilancio graduale ma deciso dell’identità di Gucci. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere quale direzione prenderà la maison, tra nuovi equilibri interni e il tentativo di riconquistare il mercato del lusso su scala globale.

Un rebranding cromatico, l’apertura in verde “Castleton Green”

Uno degli elementi più distintivi della sfilata è stato il rebranding cromatico, con un focus sul verde “Castleton Green”. Un colore che richiama la tradizione del brand, rielaborato in chiave contemporanea per riflettere un’estetica più essenziale e raffinata.

L’omaggio alla storia della maison è evidente nella presenza del nastro verde e rosso, simbolo legato ai bauli da viaggio Gucci e ai dettagli di alcune delle sue creazioni più celebri.

Questa scelta cromatica si riflette non solo negli abiti, ma anche negli allestimenti: dalle passerelle alle tende, dagli inviti fino ai posti a sedere, tutto richiama questa tonalità iconica. La scelta di questo colore non è casuale: era una delle tonalità più amate da Guccio Gucci, il fondatore della maison di cui ricorre il 50° anniversario proprio quest’anno e che viene celebrato con questa sfilata.

Un cambiamento rispetto al Gucci Ancora al quale Sabato de Sarno ci aveva abituato, ma nulla di stravolgente: è un colore coerente e già visto sugli accessori della casa di moda.

La colonna sonora con orchestra dal vivo

La sfilata si è svolta al Superstudio Maxi, trasformato per l’occasione in un gigantesco party club. L’atmosfera cinematografica è stata enfatizzata dalla colonna sonora originale diretta dal compositore premio Oscar Justin Hurwitz. Con una performance dal vivo, Hurwitz ha regalato un sottofondo sofisticato ed emozionale, accentuando il carattere immersivo della sfilata. L’orchestra da camera, diretta con energia e maestria, ha accompagnato l’evento, rendendo ogni look ancora più scenografico.

Parola d’ordine della collezione: femminilità disinvolta

La collezione ha celebrato una femminilità elegante e disinvolta, ispirata agli anni ‘60 e ‘90. Si sono visti cappotti in mohair, pellicce vintage, gonne midi con spacchi laterali e tuniche con bottoni oversize. Il tweed Donegal ha dominato i tailleur, evocando un’estetica raffinata ma moderna. In contrasto, i mini-abiti in lana bouclé e i blazer oversize con colletti a lancia hanno aggiunto un tocco di urban chic.

Uno degli elementi più apprezzati sono stati gli abiti in velluto con la classica stampa G intrecciata e le gonne semi-trasparenti abbinate a body in velluto, impreziosite da pendenti dorati.

Il cambiamento rispetto allo stile di Alessandro Michele è netto: meno eccessi, più essenzialità. La donna Gucci attuale è sofisticata, sicura di sé e attenta ai dettagli, più da taxi che da metropolitana, come ironicamente sottolineato da alcuni esperti di moda.

L’interlocking G e un accessorio che non passa inosservato

Gucci ha scelto di enfatizzare i suoi codici più iconici, proiettati sulla passerella a forma di Interlocking G, un ulteriore omaggio al fondatore Guccio Gucci. Gli accessori hanno giocato un ruolo chiave, con collane a forma di morsetto ingrandito, disponibili in versioni con catena pendente o collare cocker. Un elemento senza tempo che riesce a coniugare classico e contemporaneo, minimalismo ed eccentricità.

Le borse sono state protagoniste, con nuove interpretazioni della Gucci Horsebit 1955, rivisitate per adattarsi a una clientela moderna. Il design rinnovato e la scelta dei materiali hanno reso questi accessori incredibilmente versatili e appetibili per il mercato commerciale.

Il make up di Pat McGrath per una bellezza senza sfarzo 

In assenza di un direttore creativo, l’attenzione si è concentrata anche sul beauty look curato dalla leggendaria make-up artist Pat McGrath. Il trucco ha esaltato una bellezza naturale, con un incarnato luminoso, un accenno di rossore sulle guance e occhi appena sfumati. Un’eleganza senza eccessi, che ha completato alla perfezione i look della sfilata.

Jannik Sinner, brand ambassador e ospite d’onore

Tra gli ospiti d’eccezione, il tennista Jannik Sinner ha catturato l’attenzione, consolidando il suo ruolo di brand ambassador per Gucci. La sua presenza non è stata solo un omaggio allo stile sportivo di lusso, ma ha anche rafforzato il posizionamento strategico della maison nel mondo dell’athleisure e del lifestyle contemporaneo.

Sinner, tra i volti più riconoscibili del tennis internazionale, incarna un mix perfetto tra talento, dedizione e un’estetica moderna, caratteristiche che si allineano perfettamente con i valori di Gucci. La sua apparizione all’evento non è stata casuale: la maison ha scelto di puntare su una figura che rappresenta non solo l’eccellenza sportiva, ma anche il nuovo modo di intendere il lusso, sempre più orientato a un pubblico dinamico e giovane.

L’atleta altoatesino ha indossato un look impeccabile firmato Gucci, dimostrando come il brand possa adattarsi con eleganza anche a contesti legati al mondo dello sport. Il suo coinvolgimento con la maison si inserisce in una strategia più ampia di Gucci, che negli ultimi anni ha stretto collaborazioni con icone dello sport per ampliare la propria influenza ben oltre le passerelle. La sua presenza alla sfilata ha confermato la volontà del brand di connettersi con una nuova generazione di consumatori, per cui lo stile è un’espressione di personalità e successo, dentro e fuori dal campo.

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