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Perché Elsa Schiaparelli è il mio mentor

 

Ciascuno di noi ha bisogno di qualcuno che sia capace di incoraggiare la propria ambizione, i propri sogni, di dare consigli e stimolarci a dare il meglio. Ciascuno di noi ha bisogno di un mentore che sia fonte di ispirazione e sostegno per orientarci nella nostra vita e diventare sempre più consapevoli di ciò che si è e si può essere.

Elsa Schiaparelli nel 1954 pubblicò Shocking Life, un’autobiografia che fin dal titolo mostra una vita fatta di scelte fuori dagli schemi, dai libri di poesie erotiche all’amicizia con Salvador Dalì.

Stilista amante dell’arte e della letteratura e donna che ha sempre voluto distinguersi, Elsa Schiaparelli è uno dei miei mentori. La sua storia è stata per me fonte di insegnamento e modello di riferimento per la mia carriera.

Chi è Elsa Schiaparelli

Elsa Schiaparelli è considerata, insieme a Coco Chanel, una delle figure più influenti della moda all’inizio del XX secolo. Nata a Roma nel 1890 da una nota famiglia aristocratica, Elsa Schiaparelli sogna fin da bambina di diventare un’attrice, ma proprio a causa della sua provenienza aristocratica le viene impedito. Decide allora di pubblicare un libro di poesie di argomento licenzioso che fecero infuriare la famiglia la quale decise di mandarla in un collegio religioso in Svizzera. Due anni dopo riesce, però, a trasferirsi a Londra dove conosce e sposa il conte William de Wendt de Kerlor con cui si trasferisce a New York. Dopo la nascita della figlia, divorzia poco dopo e nel 1922 Elsa torna a Parigi dove si avvicina all’avanguardia dadaista e cubista e dove proseguirà l’intera sua carriera.

Elsa Schiaparelli muore nel 1973 a Parigi. La casa di moda in Place Vendôme riaprirà nel 2012, a seguito di un rilancio del marchio.

Carriera professionale

Nella capitale francese la stilista entra in stretto contatto con l’ambiente della moda e dell’arte parigina dove ha inizio la sua carriera. Grazie all’incoraggiamento di Paul Poiret, grande sarto dei primi del ‘900, lancia nel 1927 una collezione di maglieria che includeva al suo interno un maglione arricchito da un dettaglio surrealista sul collo, una sciarpa trompe l’oeil.

I suoi bozzetti sono fortemente influenzati dai surrealisti: crea abiti di ispirazione africana e cubista, capi tessuti con ritagli di giornale o con trame fantasiose come animali o soli giganteschi.

Nel 1934 trasferisce la sua maison, conosciuta come Schiap Shop, al 21 di place Vendôme: da quell’anno Elsa Schiaparelli viene considerata l’antagonista principale di Coco Chanel nel panorama della moda francese. Le due donne erano opposte in tutto: origini povere da un lato e aristocratiche dall’altro; stile elegante e rigoroso quello di Chanel, fantasioso e ricco di estro quello di Schiaparelli.

“Nei periodi di crisi, la moda è sempre oltraggiosa”

Le innovazioni introdotte da Schiaparelli sono state le più diverse: disegna la prima versione delle moderne culottes (scandalizzando il mondo del tennis quando la sportiva Lilí Álvarez le indossò per la prima volta nel 1931), crea la prima gonna pantalone e comincia ad essere associata ad una particolare tonalità di rosa molto intenso che divenne poi nota come “rosa Schiaparelli”, oggi conosciuto come rosa shocking.

Ma non solo: una delle più importanti collaborazioni fu quella con l’amico Salvador Dalì con cui realizzò capi eccentrici come un cappello a forma di scarpa rovesciata, il disegno di una grande aragosta stampata su una gonna o un tubino nero con un’imbottitura che suggeriva la presenza di uno scheletro.

Perché Elsa Schiaparelli è il mio mentor

La storia di Elsa Schiaparelli ha una carica rivoluzionaria straordinaria. È stata una donna capace di non curarsi del giudizio degli altri e di scegliere la propria strada a dispetto di tutto e tutti. È stata un’artista a tutto tondo, determinata a seguire le proprie inclinazioni anche se un po’ shocking come il suo rivoluzionario rosa.

La Schiap”, come la chiamavano tutti a Parigi, aveva in mente una donna libera e indipendente che non avesse paura di indossare capi estrosi, rovesciando gli stereotipi sulla moda e sull’abbigliamento femminile. A lei dobbiamo il merito di aver usato per prima la zip come dettaglio di stile, molto più pratica dei bottoncini che venivano usati per gli abiti delle donne.

Per tutti questi motivi considero Elsa Schiaparelli la mia mentore. La sua straordinaria creatività e il suo anticonformismo sono per me continua fonte di ispirazione e punto di riferimento per il lavoro di consulente di immagine.

Mi presento

Sono Isabella Ratti, una Style Coach con il cuore italiano e l’anima nomade. A Milano scarico l’adrenalina nell’animazione delle sfilate, a Lugano coltivo l’equilibrio. Da bambina disegnavo abiti, oggi aiuto le persone e le aziende a disegnare la loro immagine, trasformando imperfezioni e difetti in punti di forza.

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