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Come vestirsi a un colloquio di lavoro? Consigli pratici per non sbagliare

Quando si affronta un colloquio di lavoro l’abito giusto può fare la differenza. La prima impressione, talvolta, è quella che conta e dal momento che spesso non se ne ha una seconda è bene presentarsi al meglio. Occorre quindi trovare un outfit che stia bene e che trasmetta la giusta immagine di noi stessi.

Gonna o pantalone?

Anna Wintour nella miniserie di YouTube ‘Go ask Anna’ ha cercato di rispondere a questa domanda. La risposta è stata particolare: “Il tuo guardaroba non può fare il lavoro al posto tuo: sii te stesso a partire dall’abito. Fingere non aiuta“. La direttrice di Vogue America non ha quindi definito se è meglio indossare un pantalone o una gonna ma sicuramente ha chiarito che dobbiamo esser noi ad indossare un capo, non il contrario.

Entrambi sono must irrinunciabili e per un colloquio non possono che essere ambedue adatti. Ma è sempre bene contestualizzare ed adattarsi al contesto. Che sia un pantalone o una gonna è opportuno evitare tutto ciò che può essere particolarmente aderente: una gonna troppo attillata, un pantalone che mette in evidenza le forme, non possono che dare un messaggio sbagliato. Al contrario un tessuto morbido, con un taglio ampio, magari accompagnato da una lavorazione particolare come le pieghe, è un’alternativa più che valida.

Ovviamente anche la lunghezza va proporzionata: un pantalone a pinocchietto o una minigonna sono assolutamente capi da evitare. Meglio optare per gonne al di sotto del ginocchio o pantaloni il cui taglio non superi la caviglia. Chiaramente anche il colore ed il modello devono essere considerati: no ai colori troppo sgargianti o ai tagli troppo sbarazzini. Bisogna comunicare professionalità ricordando sempre di adattare al proprio corpo il modello che più lo valorizza.

Come fare una buona prima impressione

Al fine di fare una buona impressione è bene optare per un look che faccia sentire a proprio agio ed al tempo stesso risponda ad un codice di abbigliamento professionale. Ecco perché è possibile prendere in considerazione alcune regole per evitare di cadere in errore:

  • Avere vestiti puliti e ben stirati: nulla è peggio di un pantalone o una camicia stropicciata;
  • Evitare i gioielli vistosi come bracciali o collane di forme o colori sgargianti: optare invece per orologi, piccoli orecchini;
  • Evitare profumi forti: il tutto potrebbe risultare sgradevole e fuori contesto;
  • Non esporre troppa pelle: braccia, spalle e gambe è bene siano coperte;
  • Scegliere un tessuto adatto alla stagione: se è estate, ad esempio, è meglio prediligere tessuti freschi e leggeri, toni chiari ed ovviamente formali;
  • Evitare un trucco troppo pesante: no ai rossetti e ombretti dai toni troppo scuri, meglio optare per toni chiari o anche nude;
  • Indossare scarpe adatte: evitare colori troppo vivaci, tacchi alti o dita che spuntano;
  • Controllare le mani: meglio se si ha una manicure nude o con colori pastello, anche in questo caso è bene evitare unghie troppo lunghe o con colori troppo sgargianti.

Qualunque sia il lavoro per il quale stiamo concorrendo, è comunque bene ricordare che l’abbigliamento e i nostri accessori sono un di più che serve a valorizzarci. Un pantalone sartoriale, una camicia di seta faranno la differenza solo se accompagnati da preparazione e competenza. Avere un outfit adatto è sicuramente importante ma siamo sempre e solo noi a dimostrare il nostro valore! 

Qualche segreto sul power dressing

Il power dressing, nato nella seconda metà degli anni ’70 e sviluppatosi a partire dal decennio successivo, è lo stile delle donne affermate in ambienti lavorativi tradizionalmente dominati da uomini. Oggi ai tailleur severi e le camicette abbottonate di Margaret Thatcher abbiamo sostituito giacche doppiopetto e pantaloni scampanati. Perchè non osare con maxi occhiali da geek, cravatte, mocassini e colori sgargianti?

Se dobbiamo rompere gli schemi, tanto vale farlo bene. Outfit multitasking opulenti e lussuosi, adatti all’ufficio o all’aperitivo subito dopo. Accantoniamo il less is more rinnovando tagli e forme troppo femminili, bypassiamo i guardaroba troppo formali e il conformismo da total black. D’altra parte, what could possibly be more sexy than power?

Come Consulente d’immagine e Style coach, credo da sempre nella moda al servizio delle persone. Il mio lavoro consiste nell’aiutare le persone a migliorare la propria immagine, a sentirsi bene con se a al sicuro in ogni ambiente. Tra Milano e Lugano, coltivo la passione per i tessuti, l’arte del disegno e l’amore per le apparenti imperfezioni. Voglio valorizzare i difetti rendendoli punti di forza, aiutare le persone ad esprimersi valorizzando la loro unicità.

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