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La mostra Sixty Years of Vogue Italia: 60 anni di futuro

Sixty Years of Vogue Italia è un percorso espositivo, aperto al pubblico dal 19 al 21 settembre, che offre un viaggio attraverso 60 copertine emblematiche dall’archivio di Vogue Italia, mostrando come la rivista abbia saputo cogliere e riflettere i grandi cambiamenti culturali e sociali degli ultimi sessant’anni.

La mostra mette in luce l’attitudine innovativa di Vogue Italia nel raccontare le tendenze, anticipare le rivoluzioni e fungere da specchio della società in continua evoluzione. Il claim “Sessant’anni di futuro” sintetizza perfettamente questa capacità visionaria del magazine, che ha saputo guardare oltre il presente, celebrando la moda e la cultura attraverso scatti iconici e narrazioni coinvolgenti. Un tributo a tutti quei talenti, stili e personalità che hanno contribuito a scrivere la storia dell’ultima parte del secolo e a definire il modo in cui oggi percepiamo la moda e il suo impatto sulla società.

La presentazione della mostra per i 60 anni di Vogue Italia

La mostra “Sixty Years of Vogue Italia – Sessant’anni di Futuro” celebra i sessant’anni di una delle riviste più iconiche del mondo della moda, Vogue Italia. Curata dalla stessa Vogue in collaborazione con Ferdinando Verderi, figura di spicco che ha ricoperto il ruolo di direttore creativo della rivista dal 2019 al 2021, questa esposizione è molto più di un semplice tributo. Verderi ha creato un’esperienza interattiva, un’installazione che non si limita a mostrare copertine, ma invita i visitatori a diventare parte integrante del design della mostra, trasformando il viaggio attraverso i decenni di Vogue in un’esperienza personale e coinvolgente.

Uno degli aspetti più affascinanti di questa mostra è la presenza di testi inediti scritti da firme storiche di Vogue Italia e da personalità del mondo dell’arte e della cultura. Questi autori, selezionati per la loro profonda connessione con la rivista o per il loro impatto sulla scena culturale italiana e internazionale, offrono la loro interpretazione unica delle copertine esposte. È un invito a scoprire, attraverso le loro parole, i momenti più significativi della storia del magazine, filtrati attraverso prospettive diverse che arricchiscono la comprensione dell’evoluzione di Vogue Italia e del suo ruolo nella società.

L’esposizione ha trovato la sua casa perfetta nella collaborazione con la Regione Lombardia e la Pinacoteca di Brera, e gode del patrocinio del Comune di Milano e della Camera Nazionale della Moda Italiana, confermando il profondo legame tra Vogue Italia e la città di Milano, da sempre epicentro della moda e del design.

Ma le celebrazioni per questo importante traguardo non si fermano qui: Vogue Italia ha lanciato un numero da collezione che è già disponibile in tutte le edicole del Paese. Sei figure straordinarie del mondo della moda, Mariacarla Boscono, Deva Cassel, Vittoria Ceretti, Linda Evangelista, Maty Fall e Isabella Rossellini, sono state immortalate dall’obiettivo del leggendario fotografo Steven Meisel, rendendo omaggio alla storia della rivista con una serie di copertine che catturano l’essenza di Vogue Italia attraverso i volti di diverse generazioni.

A testimonianza della sempre più inseparabile collaborazione tra online e offline, l’anniversario dei sessant’anni si riflette anche sulle piattaforme digitali del magazine, offrendo una copertura completa e approfondita attraverso il sito web e i social media. In particolare, il progetto video “My First Memory” raccoglie i ricordi e le emozioni di attori, modelle e figure del mondo della moda, creando un mosaico di esperienze che testimoniano l’influenza duratura di Vogue Italia nel tempo.

Come sono cambiate le copertine di Vogue Italia

Uno degli aspetti più interessanti dell’intera mostra è l’evoluzione delle copertine dalla prima uscita ad oggi, riflettendo i cambiamenti della società, della moda e dell’estetica.

Negli anni ’60, Vogue Italia, allora conosciuto come “Novità”, presentava copertine piuttosto uniformi e tradizionali, con primi piani di modelle su sfondi semplici: ricordiamo che era l’epoca delle immagini classiche, senza troppi elementi grafici o sperimentazioni, dove la bellezza delle modelle e l’eleganza degli abiti erano protagoniste. La rivista seguiva un formato standard, focalizzato su una rappresentazione ideale e raffinata della moda dell’epoca.

Il cambiamento più radicale avvenne negli anni ’80, con l’arrivo della leggendaria direttrice Franca Sozzani nel 1988. Fu sotto la sua guida che Vogue Italia iniziò a sperimentare in modo audace e innovativo. La direttrice – che potremmo paragonare ad una Anna Wintour – permise ai fotografi e ai creativi di esprimere pienamente la loro visione, introducendo copertine che andavano oltre la semplice rappresentazione della moda. Durante questo periodo, le copertine iniziarono a riflettere temi sociali, politici e culturali, con immagini artistiche e spesso provocatorie, rendendo Vogue Italia un vero e proprio veicolo di espressione culturale e artistica. Questa fase rappresentò un punto di svolta per la rivista, portandola a essere riconosciuta come una delle edizioni di Vogue più influenti e all’avanguardia.

Oltre all’evoluzione stilistica delle copertine è importante notare come nelle prime uscite ci fosse anche moltissimo spazio dedicato al testo, mentre aprendo le edizioni degli ultimi anni si assiste ad una totale predominanza delle immagini sulle parole.

Con l’evoluzione del digitale, Vogue Italia ha continuato a innovare anche nel XXI secolo. Oggi, oltre alle sue 12 uscite annuali, la rivista presenta allegati come Vogue Unique, Casa Vogue e Beauty in Vogue, espandendo la sua influenza su vari aspetti del lifestyle e della moda. La versione digitale del magazine, Vogue.it, lanciata nel 2010, è un’estensione moderna e ricca di contenuti inediti, riflettendo come la rivista si adatti alle nuove tecnologie e tendenze della moda contemporanea. La piattaforma ha anche introdotto sezioni dedicate come “Black” e “Curvy”, dimostrando l’impegno della rivista nella promozione della diversità e dell’inclusività.

Le ragioni del successo di Vogue Italia

«Erano gli anni Sessanta quando Vogue ha fatto il suo debutto in Italia, un decennio in cui inseguivamo la promessa di libertà di espressione e la possibilità di aprire nuove porte. Da allora, fotografia dopo fotografia, pagina dopo pagina, Vogue ha provato a superare le barriere e gli schemi, senza mai avere paura del cambiamento», ha dichiarato Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia

Vogue è diventato un punto di riferimento per ragioni antropologiche legate alla sua capacità di riflettere e interpretare i cambiamenti della società, della cultura e dell’identità. Fin dalla sua nascita, la rivista non si è limitata a presentare la moda come un semplice abbigliamento, ma ha raccontato le storie, i valori e le aspirazioni di intere generazioni. Questo approccio ha trasformato Vogue in un vero e proprio “specchio sociale,” capace di anticipare e influenzare le tendenze culturali, rendendola una guida non solo per il fashion, ma anche per lo stile di vita.

Durante il XX secolo, le riviste di moda come Vogue sono diventate strumenti di comunicazione di massa grazie alla loro capacità di unire immagini potenti e narrazioni accattivanti. In un’epoca in cui i media digitali non esistevano, queste riviste rappresentavano una finestra sul mondo, fornendo accesso alle ultime tendenze e creando un senso di appartenenza e aspirazione.

Vogue, in particolare, ha saputo utilizzare questa posizione di rilievo per dettare le regole della moda, definire i canoni estetici e raccontare la società in modo inclusivo, contribuendo così a plasmare l’immaginario collettivo su scala global

La mostra è un omaggio al passato e un ponte verso il futuro, ricordandoci come Vogue Italia abbia saputo anticipare e plasmare le tendenze della moda, rimanendo sempre un passo avanti nel raccontare storie di stile, cultura e bellezza.

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