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La lingua segreta degli abiti: perché il significato di ciò che indossiamo conta sempre di più

Molto si è parlato della psicologia legata alle scelte estetiche, ma raramente ci si è soffermati sul motivo per cui queste dinamiche abbiano suscitato così tanto interesse tanto che, sempre più persone sentono il bisogno di comprendere le motivazioni profonde dietro la selezione del proprio look.

Nel mio libro “La mia immagine on e offline” ho analizzato ampiamente il significato che i nostri vestiti trasmettono: ad esempio, l’abito rosa di Jacqueline Kennedy non era solo di una tonalità “in palette” ma era funzionale a veicolare anche un messaggio politico agli americani. È arrivato però il momento di esplorare un altro aspetto, ossia il desiderio delle persone di ricercare degli elementi psicologici unici che emergono attraverso l’abbigliamento. Ogni capo, ogni combinazione di stile rivela frammenti della nostra interiorità, rendendo l’abbigliamento uno specchio della nostra identità più profonda.

Perché l’armocromia non basta più

Per molti anni, l’armocromia è stata considerata il pilastro fondamentale della consulenza d’immagine. Questa disciplina, basata sull’identificazione della palette di colori più adatta alla persona in base alla sua carnagione, occhi e capelli, ha aiutato migliaia di persone a sentirsi più sicure e a valorizzare il proprio aspetto. Tuttavia, oggi l’armocromia da sola non sembra più sufficiente, ma è necessario unire i parametri oggetti su cui si basa la consulenza armocromatica a quelli estremamente soggettivi dell’ambito psicologico per poter individuare l’essenza e l’unicità di una persona.

Il crescente interesse per l’espressione individuale attraverso l’abbigliamento ha portato a un’evoluzione del concetto di immagine personale: da una parte le persone non cercano più solo colori che le facciano apparire “più belle”, dall’altra desiderano che i loro abiti raccontino una storia, esprimano valori e riflettano la loro personalità. È così che la consulenza d’immagine si è spostata – finalmente – verso un approccio più ampio, dove l’armocromia è solo uno degli strumenti a disposizione.

L’armocromia resta una base importante, ma la vera sfida è andare oltre: creare un guardaroba che sia non solo adatto alla persona da un punto di vista estetico, ma che la rappresenti in modo autentico e racconti al mondo chi è davvero.

Oggi, la consulenza d’immagine non include solo le altre analisi che hanno acquisito una forza crescente, ma si sta sforzando di abbracciare e includere discipline molto lontane – in apparenza – da quella che era la sua originale vocazione. È il caso della psicologia della moda, da sempre disciplina principe per la contiguità con la consulenza d’immagine ma che, almeno fino ad oggi, ne era rimasta sostanzialmente separata.

Perché, quindi la consulenza d’immagine è rimasta separa? Per le competenze richieste da chi eroga una consulenza di questo genere.

La Maschera e l’abbigliamento: cosa raccontano davvero i vestiti che indossiamo?

Oggi più che mai, le scelte di abbigliamento sono guidate da ciò che Jung definiva “La Maschera“, ossia il travestimento che decidiamo di mostrare agli altri. Attraverso i vestiti, ci copriamo e ci nascondiamo, ma allo stesso tempo stiamo raccontando qualcosa di più profondo: il nostro Sé, il nucleo centrale di chi siamo veramente. Questa dualità tra l’apparenza e l’essenza riflette un continuo equilibrio tra la necessità di proteggere la nostra identità interiore e la volontà di comunicarla agli altri.

L’omologazione nell’abbigliamento è un fenomeno ricorrente, dal fenomeno degli eskimi negli anni ’60, fino ai jeans larghi, strappati e alle scarpe da tennis di oggi. Questi abiti, spesso associati a specifici gruppi sociali, offrono un senso di appartenenza e protezione. Indossare gli stessi capi delle persone con cui ci identifichiamo ci fa sentire parte di un insieme, riducendo le incertezze e conferendoci sicurezza. Al contrario, chi opta per uno stile eccentrico lo fa spesso per esprimere un bisogno di unicità e di distinguersi dalla massa.

In tempi incerti come quelli che stiamo vivendo, le persone sono alla ricerca di punti fermi, di riferimenti a cui aggrapparsi. E uno di questi è il crescente interesse per la psicologia dell’abbigliamento. Esplorare il significato di ciò che indossiamo ci aiuta a comprendere meglio noi stessi e a riflettere su come vogliamo essere percepiti dagli altri. L’abito, in fondo, è molto più di un semplice strato di tessuto: è un linguaggio, un modo per comunicare ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.

Perchè la consulenza d’immagine si integra con la psicologia?

È vero che il modo in cui ci presentiamo agli altri dice molto su di noi, ma il percorso per comprendere appieno le motivazioni alla base delle nostre scelte stilistiche è lungo e complesso. Non sempre siamo in grado di affrontarlo da soli. Uno degli ostacoli principali è rappresentato dai “Fai da te“, ossia coloro che si improvvisano consulenti d’immagine senza aver ricevuto una formazione adeguata. Spesso, queste figure non hanno una preparazione psicologica in scuole accreditate dall’ordine degli psicologi o figure che neanche ne fanno parte né hanno svolto un’analisi personale approfondita (obbligatoria per erogare determinati servizi), elementi fondamentali per affrontare con serietà le problematiche di chi si rivolge a loro con fiducia per esplorare la propria identità.

L’aspetto negativo dell’aumento di interesse verso l’immagine personale è proprio questo: molti si gettano nel campo senza scrupoli, cavalcando la moda del momento e rischiando di creare confusione o, peggio, di danneggiare chi cerca un percorso di auto-comprensione. Un consulente d’immagine preparato, invece, non solo ha le competenze per guidare le persone nella scelta dei capi giusti, ma sa anche che è necessario individuare le figure qualificate e certificate in ambito nazionale e internazionale da enti riconosciuti dagli organi legislativi e con almeno esperienza decennale nella materia a supporto dei propri clienti affinché possano aiutarli a comprendere il significato psicologico di quelle scelte.

C’è però un lato positivo: sempre più persone sentono il bisogno di approfondire il proprio comportamento e sono interessate a conoscersi meglio. Questo desiderio di introspezione e consapevolezza è un segnale di crescita personale, che va oltre l’abbigliamento e tocca sfere più profonde della propria identità.

Tale interesse concerne se stessi, il desiderio di scoprire il proprio funzionamento inconscio e anche quello altrui con cui confrontarsi. Viviamo in un periodo storico inflazionato dalla psicologia online che propone facili test che dovrebbero tratteggiare la personalità di chi a essi si sottopone e purtroppo non solo…Parecchi psicologi e psicoterapeuti anche noti propongono infatti semplici rimedi ai problemi di ciascuno banalizzando spesso l’unicità di ogni singolo individuo” afferma Tina Taglieri – Psicologo-psichiatrico e psicoterapeuta.

Croma Lab, un viaggio tra colori ed emozioni

Il servizio Croma Lab è una vera e propria esperienza immersiva nella psicologia dei colori, con lo scopo di aiutare le persone a scoprire come le tonalità e le scelte estetiche possano influenzare il loro stato d’animo, l’equilibrio emotivo e il benessere generale.

Questo approccio innovativo combina la consulenza d’immagine tradizionale con una profonda analisi psicologica, rendendo il percorso unico e personalizzato: ogni colore che indossiamo ha il potere di raccontare una storia, di influenzare come ci sentiamo e come ci relazioniamo con gli altri, e Croma Lab guida in questa scoperta con un approccio scientifico e strategico.

Ciò che rende il Croma Lab davvero distintivo è la presenza di professionisti qualificati nel campo della psichiatria e della psicoterapia, come la psicologia clinica (una figura equiparata medico) e psicoterapeuta Tina Taglieri, che offre un supporto essenziale per comprendere a fondo il significato emotivo dei colori. Questo tipo di analisi non può essere improvvisata: serve una preparazione psicologica solida e un’esperienza professionale per guidare i clienti attraverso il processo di liberazione dai vincoli emotivi legati ai colori che indossano. Grazie a questa competenza, i partecipanti possono affrontare e superare blocchi psicologici che spesso non vengono riconosciuti da consulenti non adeguatamente formati.

Proprio mentre sempre più persone cercano di comprendere se stesse attraverso il proprio stile, Croma Lab rappresenta un metodo serio e qualificato per affrontare questo percorso. Non si tratta solo di capire quali colori ci donano, ma di esplorare il profondo legame tra le nostre emozioni e ciò che indossiamo, con l’obiettivo di vivere in piena armonia con la nostra immagine interiore ed esteriore. Un approccio che richiede competenze specifiche, e non può essere lasciato al caso o a consulenze “fai da te” senza la giusta preparazione.

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