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Achille Lauro, sex symbol e visionario. Il volto più audace del Festival di Sanremo

Achille Lauro non partecipa a Sanremo, lo sovverte. Ogni volta che calca il palco dell’Ariston, non porta semplicemente una canzone, ma riscrive le regole del gioco, trasformando il Festival in uno spettacolo totale, a metà strada tra concerto, sfilata d’Alta Moda e performance d’arte contemporanea.

Lauro è un artista che non conosce limiti: provocatore, trasformista e innovatore, ha saputo rivoluzionare l’estetica della kermesse più tradizionale della musica italiana, dividendo pubblico e critica. Amato e contestato, ha creato un linguaggio unico fatto di simboli, riferimenti culturali e look iconici che lasciano il segno.

Non è solo un cantante: è un manifesto vivente di libertà espressiva che, serata dopo serata, tiene tutti con il fiato sospeso, chiedendosi quale sarà la sua prossima mossa.

L’abito per Sanremo 2025 firmato Dolce&Gabbana

Durante la prima serata del Festival di Sanremo 2025, Achille Lauro ha incantato il pubblico con un look di Alta Sartoria che ha trasformato il palco dell’Ariston in una passerella di grande eleganza. Il cantante, noto per la sua capacità di fondere musica e moda in uno stile unico e visionario, ha scelto un outfit che omaggia la tradizione sartoriale italiana rivisitata in chiave contemporanea. Il look, realizzato su misura da Dolce&Gabbana, si compone di un frac in velluto nero, con un ampio rever a lancia in raso di seta, bordato con un nastro in leggero gros grain, che conferisce al capo un tocco di raffinata ricercatezza. Il contrasto tra le diverse texture, dal velluto morbido al raso lucente, crea un gioco di luce che cattura lo sguardo, esaltando ogni movimento del performer.

““I look si rifanno a un mondo retrò che è poi il mondo della mia canzone “Incoscienti giovani” e a quell’eleganza italiana d’altri tempi. Assieme a Domenico Dolce e Stefano Gabbana abbiamo pensato a un guardaroba di alta sartoria che parlasse soprattutto di un’eleganza inarrivabile, fulcro quest’ultima della collaborazione con gli stilisti, capaci di interpretarla in maniera unica ed iconica. Per la prima volta nella storia della maison c’è un progetto custom di alta sartoria realizzato su un uomo. Non era mai successo che facessero un progetto del genere, e sono molto onorato di aver lavorato con tutto il mio team insieme a due maestri. Oltre a essere esperti della sartoria sono anche capaci di creare un look per un grande evento, avendo lavorato con gli artisti internazionali più importanti” ha dichiarato in una recente intervista a Vanity Fair in cui racconta il processo creativo a 6 mani insieme agli stilisti del brand.

A completare l’outfit, un gilet in piqué di cotone bianco dal taglio impeccabile, con un collo scialle squadrato che richiama l’eleganza delle uniformi da cerimonia di inizio Novecento, rivisitato in una chiave moderna e minimalista.

Sotto il gilet, una camicia tuxedo in popeline bianco, impreziosita da bottoni gioiello neri che aggiungono un dettaglio lussuoso e sofisticato al total look. I pantaloni in duchesse di seta nera, dal taglio essenziale e perfettamente aderente, conferiscono slancio alla figura, mantenendo al tempo stesso un’eleganza sobria e senza tempo.

Il look di Achille Lauro non è mai una scelta casuale, ma un’estensione della sua narrazione artistica. In questo caso, l’outfit rimanda a un’estetica rétro che dialoga con il presente attraverso la canzone che ha portato a Sanremo, sottolineando il suo approccio eclettico e visionario alla moda. Del resto, non casualmente è stato definito da Anna dello Russo al dopo Festival, come white dress code a sottolineare come il suo stile richiami tutti gli elementi per essere indossato alla corte di Re Carlo

Ogni elemento è stato curato nei minimi dettagli, dalla selezione dei tessuti di alta qualità alla costruzione sartoriale impeccabile, frutto di un lavoro artigianale che esalta le eccellenze del Made in Italy. Il frac, simbolo per eccellenza della formalità maschile, diventa nelle mani di Achille Lauro un manifesto di libertà espressiva, capace di superare i codici tradizionali e reinventare il concetto di eleganza maschile.

La scelta del velluto, un tessuto sontuoso e ricco di storia, aggiunge ulteriore profondità al look, mentre i bottoni gioiello diventano un dettaglio distintivo, quasi un accessorio simbolico che rafforza la dimensione scenica dell’artista. Questo look rappresenta un’ulteriore conferma del ruolo di Achille Lauro come icona di stile, sempre capace di sorprendere e dettare nuove tendenze, mantenendo una coerenza estetica che fonde passato e futuro in una sintesi perfetta di moda e spettacolo.

Non solo il franck ma anche un beauty esclusivo 

A Sanremo la performance è data non solo dalla canzone, ma dall’immagine a tutto tondo dell’artista e, soprattutto nel caso di Achille Lauro, anche il beauty ha avuto il suo peso.

Michele Mancaniello, make-up artist di riferimento per Achille Lauro, aveva svelato già prima dell’inizio del festival sanremese che la chiave del beauty di questa edizione: “seduzione”. Un concetto tradotto in un gioco sapiente di chiaroscuri, che scolpisce il volto attraverso un sofisticato equilibrio di luci e ombre, donando tridimensionalità e profondità allo sguardo.

Il make-up si ispira al fascino senza tempo delle icone del passato, reinterpretato con un’estetica rétro arricchita da tocchi contemporanei: il risultato è un look che richiama il glamour delle star del cinema classico, con un accento moderno che lo rende unico e perfettamente in linea con l’immagine eclettica di Lauro. Le sfumature sottili e le linee pulite disegnano un volto elegante e sofisticato, mentre il focus sullo sguardo regala intensità e mistero, trasformando ogni espressione in una dichiarazione di stile.

A completare il beauty look, la fragranza Devotion For Men, che diventa parte integrante della performance, aggiungendo un ulteriore livello sensoriale all’insieme. La scelta del profumo non è casuale: le sue note evocano passione e forza interiore, rispecchiando perfettamente la presenza scenica di Achille Lauro. Ogni dettaglio del make-up è pensato per sottolineare la dualità tra forza e delicatezzaclassicità e avanguardia, incarnando un ideale di bellezza maschile sofisticata e sognante, lontana dai cliché e proiettata verso una dimensione più fluida e inclusiva.

Il lavoro di Mancaniello non è stato solo un esercizio estetico, ma una narrazione visiva in cui ogni pennellata ha contribuito a costruire l’identità artistica di Achille Lauro. La pelle è impeccabile, valorizzata da un contouring leggero ma preciso, mentre le labbra mantengono un aspetto naturale per bilanciare il look complessivo. Ancora una volta, Achille Lauro si conferma maestro nel trasformare ogni dettaglio in un elemento di racconto, portando sul palco non solo musica, ma anche un’idea di bellezza che abbatte confini e stereotipi.

Gioielli in versione genderless, una rivoluzione che porta avanti da anni

Per Achille Lauro i gioielli non sono mai stati dei semplici accessori, ma strumenti di comunicazione visiva e simbolica, capaci di trasformare anche l’outfit più semplice in un capolavoro di stile.

Il cantante ha dichiarato di amare particolarmente i gioielli, scegliendoli con cura e variandoli in base al contesto e all’occasione, soprattutto sul palco: ciascuno di essi diventa così parte integrante del suo linguaggio espressivo, un tocco prezioso che aggiunge significato e intensità alla sua presenza scenica. Durante la performance sanremese, Lauro ha sfoggiato gioielli importanti e ricerca firmati Damiani, selezionati per esaltare l’estetica rétro e sofisticata del look.

Le linee classiche del frac in velluto nero e il trucco ispirato alle icone del passato sono stati arricchiti da anelli imponenti, orecchini a cerchio e bracciali in metallo lucido, capaci di catturare la luce dei riflettori e di conferire un tocco contemporaneo al suo stile senza tempo. Come poteva mancare una spilla all’occhiello?

Ogni gioiello, reinterpretato qui in chiave genderless, racconta una storia, contribuendo a costruire un’immagine poliedrica e magnetica che sfugge a qualsiasi definizione rigida, non solo ornamenti, ma veri e propri statement, espressioni di una personalità forte e carismatica che non teme di sperimentare e di superare le convenzioni.

Anche da questo punto di vista, Achille Lauro si conferma così un precursore di nuove tendenze, capace di trasformare ogni dettaglio in un simbolo, di cui i gioielli rappresentano la chiave per comprendere il suo stile unico e inimitabile.

Un’estetica nuova ma sempre fedele ad Achille

L’evoluzione dello stile di Achille Lauro è un viaggio attraverso estetiche e identità in continua trasformazione.

Ogni fase della propria vita ha un’estetica che la accompagna. Sento che questo è il momento giusto per esprimere un altro me, un me nuovo, un me che in questo preciso momento è interpretato dal tipo di eleganza che vedrete serata dopo serata”.

Sanremo 2019, il punk romantico

La prima partecipazione di Achille Lauro a Sanremo nel 2019, con il brano Rolls Royce, ha portato sul palco un’estetica ribelle e trasgressiva, ispirata all’immaginario punk rock. Il suo look, composto da completi in stile glam rock e dettagli vistosi, ha rappresentato un primo segnale della sua volontà di abbattere i confini tra musica e moda. Capelli spettinati, giacche decorate e l’attitudine da rockstar hanno definito questa fase, in cui Lauro si affermava come provocatore e outsider della scena musicale italiana.

Sanremo 2020, icona di trasformismo e teatralità

Nel 2020, Achille Lauro ha definitivamente alzato il livello della sua narrazione visiva, portando sul palco non semplici abiti, ma vere e proprie performance estetiche. Ogni serata ha rappresentato un atto teatrale, con look ispirati a figure storiche e simboliche, come San Francesco, la Marchesa Casati e la Regina Elisabetta I.

Con la direzione artistica di Alessandro Michele, l’allora direttore creativo di Gucci, Achille Lauro ha sfidato ogni convenzione, rompendo gli schemi del tradizionale dress code sanremese. Ogni outfit diventava un manifesto di libertà espressiva, celebrando la fluidità di genere e l’abbattimento dei ruoli predefiniti.

Sanremo 2021, la consacrazione a opera d’arte vivente

Nel 2021, Achille Lauro ha portato la sua estetica a un livello superiore, trasformandosi in una vera e propria opera d’arte vivente. Ogni serata ha raccontato un’emozione attraverso il linguaggio del corpo e degli abiti, con performance simboliche e scenografie teatrali. Lauro è stato angelo ribelle, sposa punk e rockstar glam, consolidando il suo ruolo di icona contemporanea capace di mescolare moda, musica e arte in un’unica narrazione. Il suo stile ha assunto una dimensione sempre più performativa e concettuale, ricevendo consensi sia dal pubblico sia dalla critica.

Sanremo 2022 all’insegna di un minimalismo emotivo

Dopo l’esuberanza delle edizioni precedenti, Sanremo 2022 ha segnato una fase di transizione verso un’estetica più essenziale. Achille Lauro ha scelto un approccio meno teatrale e più emotivo, lasciando che fosse la musica a parlare, accompagnata da look minimalisti ma curati nei dettagli. Completi sartoriali, tessuti preziosi e silhouette pulite hanno caratterizzato questa fase, in cui la sobrietà diventava una nuova forma di provocazione.

Sanremo 2025: L’eleganza di una nuova era

Nel 2025, Achille Lauro segna un ulteriore capitolo della sua evoluzione stilistica, scegliendo di abbracciare una nuova idea di eleganza. Come dichiarato dallo stesso artista, ogni fase della vita porta con sé un’estetica che la rappresenta, e questo momento è dedicato a una raffinatezza più matura e consapevole. I look presentati sul palco dell’Ariston riflettono questa nuova direzione: frac in velluto nero, gilet in piqué di cotone bianco, camicie tuxedo e dettagli sartoriali impeccabili raccontano un Achille Lauro che esplora l’essenza dell’eleganza maschile senza rinunciare alla sua unicità.

Pur abbandonando l’esuberanza scenografica delle performance passate, Lauro rimane fedele alla sua identità di artista poliedrico, trasformando la moda in una forma di comunicazione sofisticata e intima. I gioielli, scelti con cura, aggiungono un tocco personale e prezioso a ogni look, diventando simbolo di un nuovo capitolo estetico, dove l’eleganza classica si intreccia con la sperimentazione contemporanea.

Il video di “Incoscienti giovani” 2025

 

Nel nuovo video di Incoscienti Giovani, Achille Lauro si conferma ancora una volta maestro nel fondere musica, moda e arte visiva, offrendo al pubblico un’estetica ricercata e profondamente evocativa. Il video, girato in parte nella suggestiva cornice della Fontana di Trevi, è un omaggio potente e nostalgico a Roma, alla Dolce Vita e alle grandi icone del passato, filtrato attraverso lo sguardo contemporaneo e personale dell’artista. Fin dalle prime immagini, Lauro ci introduce in un universo intimo e simbolico, con una narrazione che si apre sulle parole “Sei la madre, la sorella, l’amante, l’amica, l’angelo, il diavolo, la terra, la casa. Ecco chi sei, la casa”, definendo immediatamente il tono poetico ed emotivo del progetto.

L’outfit scelto per il video è semplice ma estremamente significativo: una maglietta bianca a maniche corte, grande classico del guardaroba maschile, abbinata a pantaloni in pelle nera. Un’estetica che richiama le radici del rock’n’roll e omaggia dichiaratamente Elvis Presley, una delle grandi fonti di ispirazione di Lauro. Tuttavia, la semplicità del look viene sovvertita da un dettaglio che rompe gli schemi: la trasparenza della maglietta lascia intravedere i capezzoli, un gesto che sovverte la tradizionale concezione della mascolinità, aggiungendo una nota provocatoria e al tempo stesso raffinata. Lauro utilizza la moda come strumento per giocare con i codici di genere e ridefinire i confini dell’espressione personale.

La scelta di girare alcune scene nella Fontana di Trevi non è casuale, ma rappresenta un chiaro tributo al cinema italiano e all’immaginario immortale de La Dolce Vita di Federico Fellini. Il video alterna immagini di romanticismo decadente a momenti di ribellione giovanile, raccontando una storia di passione e ricerca identitaria. Tra sguardi intensi e un bacio appena intravisto, il video costruisce una narrativa visiva sospesa tra sogno e realtà, in perfetto equilibrio tra passato e presente.

Il ringraziamento finale a Domenico Dolce e Stefano Gabbana sottolinea ulteriormente il ruolo centrale della moda nella costruzione dell’estetica del video. La collaborazione con i due stilisti si traduce in una cura meticolosa per i dettagli e in una visione creativa condivisa, che esalta la bellezza attraverso la semplicità e la forza simbolica degli abiti. Ogni elemento visivo diventa così parte di una narrazione coerente, in cui Achille Lauro continua a esplorare nuovi territori espressivi, mantenendo intatta la sua identità di artista poliedrico e visionario.

Incoscienti Giovani è un racconto estetico che celebra la giovinezza, la libertà e l’amore per la propria città, trasformando ogni immagine in un’ode alla bellezza senza tempo di Roma e alla forza dell’autenticità.

Se se l’obiettivo fosse diventare direttore creativo di Sanremo?

Probabilmente, il percorso di Achille Lauro punta a un obiettivo più ambizioso e a lungo termine: diventare direttore artistico del Festival di Sanremo. Dopo essere stato definito da molti come l’artista che ha rivoluzionato il palco dell’Ariston, Lauro ha saputo trasformarsi da outsider provocatorio a vero innovatore della kermesse musicale, imponendo un’estetica nuova e una narrazione contemporanea che ha rotto i codici tradizionali del Festival. Il suo talento nel costruire performance complete, in cui musica, moda e arte si fondono in un unico linguaggio, lo ha reso una figura di riferimento nel panorama culturale italiano.

Oggi, non solo rappresenta un’icona di stile e creatività, ma è diventato anche un vero e proprio sex symbol, capace di catalizzare l’attenzione del pubblico grazie a un mix di fascino, carisma e sperimentazione artistica. Se il prossimo capitolo della sua carriera sarà alla guida creativa di Sanremo, non sarebbe certo una sorpresa: la sua visione innovativa potrebbe riscrivere ancora una volta la storia del Festival.

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