La Milano Fashion Week si è appena conclusa, lasciandoci una scia di riflessioni, tendenze e momenti iconici da rielaborare e contemplare. Veniamo da un finale elettrizzante alla London Fashion Week dove Burberry, sotto la guida creativa di Daniel Lee, ha fatto parlare tutti. Il designer ha rivisitato il celebre check della maison britannica, integrando magistralmente altri elementi iconici del brand e dello stile britannico, in una collezione che ha saputo rispettare la tradizione pur proiettandosi audacemente nel futuro.
MFW ha segnato l’avvio di una nuova era per alcune delle case di moda più prestigiose. Il 22 febbraio, la Fashion Week milanese ha visto il debutto del nuovo direttore creativo di Moschino, inaugurando un capitolo fresco e atteso con grande curiosità da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. La giornata successiva, il 23 febbraio, è stata la volta di Tod’s, con Matteo Tamburini al timone, e di Blumarine, che ha accolto Walter Chiapponi, a dimostrazione di un continuo e dinamico scambio di talenti all’interno dell’industria.
Questi cambiamenti ai vertici creativi rappresentano anche un momento significativo per l’intero settore della moda, evidenziando una volontà di evoluzione e di dialogo tra il rispetto delle radici e l’esplorazione di nuovi orizzonti. In questo articolo, esploreremo ciò che la Milano Fashion Week ci ha lasciato, tra conferme e novità.
Diesel continua a voler parlare con tutti i fan
La sfilata di Diesel ha chiuso i battenti in modo sorprendente, con la presenza di Dalton Dubois, sosia di Bella Hadid, a suggellare un evento già di per sé fuori dagli schemi. Il direttore creativo ha infatti voluto lanciare un messaggio chiaro: “nascosto ma non troppo”. Questa filosofia si è riflessa non solo nelle creazioni proposte ma anche nell’organizzazione stessa dell’evento, che ha puntato a un’innovativa forma di inclusione.
Dopo aver confessato in un’intervista di essere ancora alla ricerca del giusto equilibrio tra l’apertura delle porte al grande pubblico e il mantenimento di un certo grado di esclusività, ha optato per un set decisamente particolare: una videochiamata in diretta che ha permesso ai fan da tutto il mondo di essere parte integrante della catwalk.
Questa scelta rappresenta un ulteriore passo verso la “democrazia della moda”, un concetto che Diesel sembra voler incarnare non solo nelle parole ma anche nei fatti, attraverso le collezioni proposte. In un’epoca in cui il confine tra il lusso e il prêt-à-porter diventa sempre più sfumato, Diesel sta decisamente prendendo le distanze dall’etichetta di luxury brand per posizionarsi come un baluardo per coloro che cercano una moda consapevole, attenta ai ritmi del fast fashion ma senza rinunciare alla qualità e all’innovazione.
Con questa mossa, Diesel non solo conferma il suo impegno verso una moda accessibile e inclusiva ma si propone anche come punto di riferimento per un pubblico che desidera esprimere la propria individualità attraverso scelte di stile consapevoli e responsabili.
Fendi, niente di nuovo e nostalgia di Londra
Fendi ha presentato una collezione che si affida a una formula consolidata, attingendo profondamente dalla propria eredità e dalla palette cromatica riconoscibile. Le linee della nuova proposta prendono ispirazione dagli archivi storici del brand, ma con un twist distintivo: l’ispirazione arriva dalla Londra degli anni ’80 e dal suo stile ecletticamente contaminato.
Questa rievocazione si traduce in passerella attraverso un intrigante mix di influenze, con una netta predilezione per gli accenti giapponesi che si manifestano in linee dritte e utilitarie. Questo approccio non soltanto celebra la nostalgia per un’epoca di esuberante sperimentazione stilistica ma sottolinea anche la capacità di Fendi di rimanere fedele alla propria identità pur navigando le correnti di un dialogo interculturale. La collezione pur non rompendo drasticamente con il passato, dimostra una raffinata evoluzione del DNA del brand, rinnovando la tradizione attraverso una lente di cosmopolitismo e nostalgia.
Marco Rambaldi, Memento Amori
La sfilata di Marco Rambaldi ha trasmesso un messaggio cheha sicuramente colpito nel segno. Il filo conduttore dell’evento è un sogno persistente, una visione che si attacca all’anima anche quando “siamo uniti in una valanga temporale, travolti da un fiume di immagini costanti, in una routine di ripetizioni infinite, schiacciati tra il lavoro e il caos della mente”. In questo panorama di sovraccarico sensoriale e emotivo, lo stilista propone l’amore come l’unico vero antidoto.
E quale capo meglio della maglia, pezzo forte della maison, per esprimere questo sentimento così profondo e salvifico? Rambaldi, attraverso le sue creazioni, invita a riflettere sulla potenza dell’amore come forza capace di trascendere il tumulto quotidiano, offrendo un raggio di luce in un mondo spesso opprimente.
La teatralità di Etro
La sfilata di Etro era tra gli eventi più attesi di questa stagione. Il direttore creativo ha introdotto la collezione con parole che riflettono un viaggio senza confini: “Nel viaggio che ho intrapreso non esistono mappe. Ma se ne esistesse una, qui da Etro sarebbe un documento come questo; l’antico progetto di un tessuto di carta”. Questa affermazione prelude a una collezione che esplora territori inesplorati dell’immaginazione, con ispirazioni e destinazioni diverse che si riflettono nelle trame paisley e nelle sfumature brune degli abiti, firme distintive della maison.
La location dell’evento ha aggiunto un ulteriore strato di teatralità alla presentazione, grazie all’allestimento di sei maschere diverse, ciascuna simbolo di un viaggio e di un racconto differente, che trovano eco negli accessori portati in passerella. Questo elemento scenografico non solo ha arricchito visivamente la sfilata, ma ha anche sottolineato la profonda connessione tra il viaggio creativo di Etro e il suo manifestarsi attraverso i dettagli e gli accessori, creando un dialogo tra il vestire e l’esplorare, tra il tradizionale e il teatrale.
Cavalli, la nuova era di stampe marmorizzate
La sfilata di Cavalli, intitolata “Marbleous”, segna un’epoca innovativa per il brand, introducendo una straordinaria reinterpretazione dei suoi classici motivi animalier ed esotici. Questa nuova identità del brand si manifesta attraverso l’introduzione di stampe marmorizzate che portano in passerella un fascino inedito e sofisticato. Lontano dall’abbandono delle sue radici, Cavalli riesce a fondere il suo patrimonio iconico con un’estetica rinnovata che celebra le venature e le sfumature del marmo.
Il tocco di colore è decisivo e brillantemente pensato, con l’aggiunta di tonalità vivaci come il giallo e il verde che illuminano la collezione, mentre il finale con look total black dimostra la versatilità e l’eleganza senza tempo del marchio. Questo approccio non solo rafforza la posizione di Cavalli come pioniere nella moda ma apre anche la strada ad un’espressione più artistica e contemplativa del design, dove la natura stessa diventa una musa per creazioni di straordinaria bellezza e complessità.
L’audacia di Max Mara ispirata a Colette
La recente collezione di Max Mara si distingue per la sua audacia inaspettata, ispirata alla figura emblematica di Colette, la scrittrice francese nota per la sua vita avventurosa e le sue opere trasgressive. Questa stagione, la “control woman” di Max Mara abbandona la sua consueta compostezza per immergersi in una palette di blu profondi, simbolo di una nuova libertà espressiva. La collezione fa spazio a abiti di pizzo e pezzi di lingerie, introducendo una sensualità aggiornata e sofisticata che sfida le convenzioni.
La rievocazione storica di Prada alla MFW 2024
La sfilata di Prada alla Milano Fashion Week 2024 si è distinta per un approccio riflessivo e introspettivo alla moda. Miuccia Prada e Raf Simons hanno tracciato un percorso che va oltre la semplice creazione di abbigliamento, sottolineando come la conoscenza della storia non solo ispiri ma effettivamente definisca la contemporaneità. In un’era dominata dalla velocità digitale, dove “basta un switch per andare oltre”, Prada sceglie deliberatamente di fermare l’immagine per concedersi il tempo di rivederla, creando così un dialogo tra passato e presente.
Elementi come chiodi, maglie, trench, blazer e sottovesti emergono e si dissolvono nella collezione, simili a memorie che affiorano alla coscienza. Accessori come borse a tracolla vengono reinterpretati, trasformandosi in borselli, mentre i cappelli da divisa si configurano in eleganti copricapi bon ton. Riprendendo le linee del dopoguerra, Prada sottolinea come la storia sia una fonte di insegnamento.
Miuccia Prada afferma: “Riflettere sulla storia ci insegna a comprendere i nostri errori e i nostri punti di forza. Il passato è l’unica cosa che abbiamo. Detesto l’idea della nostalgia, come se la storia non insegnasse nulla”. Raf Simons aggiunge: “Ci sforziamo di creare qualcosa di bello. Non si può parlare di bellezza senza guardare al passato, alla storia della bellezza che non si può cancellare e che ne definisce la nostra idea oggi. Per questo torniamo sempre al passato”. Questa profonda riflessione sulla temporalità e sulla bellezza riafferma l’impegno di Prada a creare moda che sia allo stesso tempo innovativa e radicata nella ricca eredità storica.
Tod’s: tra storia e innovazione
La sfilata di Tod’s ha segnato un momento significativo nella storia del marchio, simboleggiato dalla scelta della location: il deposito comunale dei tram di Milano, metafora perfetta per il nuovo corso intrapreso. Il debutto di Matteo Tamburini nella veste di direttore creativo è stato accolto con entusiasmo, dimostrando di essere un “colpo al centro” fin dalla sua prima collezione. Tamburini ha presentato una collezione che rispecchia pienamente il rispetto per il DNA del brand e la sua visione futura.
Questa nuova linea è una celebrazione del dinamismo insito in Tod’s, un marchio storicamente legato alla produzione di scarpe e borse di alta qualità, che ora estende la sua maestria anche a un guardaroba completo. La collezione è stata pensata per uomini e donne che vivono la loro quotidianità in continuo movimento, con pezzi che vanno dai trench ai picot, dagli stivali ai nuovi gommini e borse sempre più leggere. Il deposito dei tram, con il suo richiamo alla mobilità e al dinamismo urbano, fa da sfondo perfetto a questo nuovo capitolo di Tod’s, che promette di accompagnare i suoi fedeli e i nuovi seguaci in un viaggio all’insegna dell’eleganza funzionale e del lusso discreto.
Gucci: la visione rivoluzionaria di Sabato De Sarno
Sabato De Sarno ha dimostrato con la sua seconda collezione donna per Gucci di avere una visione unica e decisamente personale. Riflettendo su vent’anni di esperienza nel settore, De Sarno afferma: “Sono i miei piccoli gesti sovversivi per sognare senza fretta”, sottolineando una maturità creativa che trascende le tendenze per definire una nuova era per il brand. La collezione è un’ode alla diversità e all’autenticità, presentando un’audace reinterpretazione degli archetipi della moda attraverso gli occhi di De Sarno.
La nuova donna Gucci si veste di contrasti: shorts di pelle e blouson con doppia GG, il vibrante rosso Ancora e piattaforme con morsetto, accanto alle nuove Bag Milano e stivali da cavallerizza. A questi si aggiungono cappotti maschili adornati da paillettes sfumate, sottovesti di pizzo, pullover oversize e maxi parka sportivi, creando un dialogo tra forza e delicatezza.
De Sarno vive “il sogno della sua vita” con un mix di sincerità e consapevolezza, rivelando: “non mi aspettavo che fosse così diciamo sotto i riflettori. Credo però di essermi molto fortificato in questi mesi e sono qui e sono io. È il diario del mio lavoro e di chi sono”. Queste parole riflettono non solo il suo viaggio personale ma anche l’ambizione di Gucci di esplorare nuovi orizzonti creativi sotto la sua guida.
Versace: l’inno alla Power Woman
Versace, alla Milano Fashion Week 2024, ha presentato una collezione che incarna l’essenza della power woman, una figura che, se fosse scesa dalla passerella, avrebbe dominato non solo la folla ma anche ogni sfida con una naturale autorità. Cappotti strutturati, drappeggi che sembrano sculture, tailleur definiti con precisione e tuxedo dall’attitudine marziale hanno delineato un guardaroba da vera combattente dell’eleganza.
La stilista ha descritto la sua visione: “Questa collezione ha un carattere ribelle e un cuore gentile. La donna è una brava ragazza con uno spirito selvaggio. È altera ma sexy. Non scherzare con lei!”. Queste parole risuonano come un manifesto che celebra la forza, l’audacia e la sensualità femminile, tratti distintivi di Versace. L’uso innovativo dei tessuti atelier e la reinterpretazione della maglia metallo, resa sorprendentemente più leggera, accentuano ulteriormente l’attrattiva conturbante della collezione.
La scenografia maestosa, degna di un podio olimpico, e la presenza di icone come Anne Hathaway hanno solo amplificato l’aura di grandezza che avvolge questa nuova era di Versace, ribadendo il messaggio che essere potenti e femminili non sono aspetti antitetici, ma complementari.
Dolce & Gabbana: la rivoluzione del tuxedo
Alla Milano Fashion Week 2024, Dolce & Gabbana hanno riscritto le regole dell’eleganza con una collezione che celebra il tuxedo, elevandolo a icona di una sensualità audace e raffinata. Donne avvolte in tuxedo neri hanno aperto la sfilata, in un omaggio senza compromessi a questo capo simbolo di raffinatezza maschile, reinventato e adattato alla femminilità con maestria. “La nostra nuova erotica eleganza”, così definiscono la collezione, sottolineando una visione che fonde sartorialità impeccabile e una sensualità mediterranea distintiva.
L’approccio di Dolce & Gabbana al tuxedo si estende oltre la tradizionale giacca da sera, esplorando variazioni come piccoli spencer, lunghi cappotti, bluse e camicie, in una celebrazione di libertà espressiva che mantiene l’essenza del brand. Accenti di pizzi e reggiseni, veli e culotte, sottovesti e baby doll, tuniche e shorts, arricchiscono la collezione, dimostrando che l’eleganza può essere allo stesso tempo potente e provocante.
Il ritorno di Naomi sulla passerella non fa che confermare l’impatto e il fascino senza tempo di questa collezione, che porta con sé tutto il senso del lavoro profondo e dettagliato degli stilisti sulla sartorialità e sulla sensualità, facendo di ogni capo un messaggio d’amore per l’eleganza che attraversa e supera i confini.
Armani: eleganza e autenticità
Alla Milano Fashion Week 2024, Giorgio Armani ha confermato ancora una volta la sua visione inconfondibile della moda con la collezione “fiori d’inverno“. Nel post-sfilata, Armani ha dichiarato: “Io sono io, gli altri sono gli altri”, sottolineando la sua filosofia di design unica e la distanza dalle tendenze effimere. “Quando creo la mia moda, penso sempre a donne che posso incontrare ovunque e non fra eccitazioni intellettuali e sessuali. Penso a donne coerenti con il loro volto,” ha spiegato, enfatizzando la ricerca di un’eleganza reale, lontana dall’ostentazione e dalla trasformazione della donna in oggetto del desiderio.
Con una critica aperta al concetto di moda, Armani ha espresso il suo disappunto per la superficialità e l’esibizionismo che spesso caratterizzano il settore: “Io sono stufo di vedere una matta che gira in mutande in via Montenapoleone a Milano.” Questo spirito si riflette nella sua collezione, che celebra la femminilità autentica e il rispetto per l’individualità.
Moschino: un nuovo capitolo con Adrian Appiolaza
Sotto la guida creativa dell’argentino Adrian Appiolaza, Moschino ha inaugurato un nuovo capitolo alla Milano Fashion Week 2024, affrontando una sfida non da poco. La complessità e l’unicità dei codici estetici che hanno sempre distinto il brand nel panorama della moda internazionale richiedevano un equilibrio delicato, specialmente in seguito al dolore ancora vivo per la scomparsa di Davide Renne. La scelta di una location surreale, con pavimenti a scacchi e pareti che simulano un cielo nuvoloso, rifletteva il giusto mix di realtà e fantasia che caratterizza Moschino.
Appiolaza ha navigato tra le emozioni con “delicatezza e rispetto, ammirazione e tatto”, rendendo omaggio al genio scomparso di Renne, pur introducendo una propria distintiva impronta stilistica. Il risultato è stata una collezione che ha bilanciato l’eredità di Moschino con un nuovo spirito: giocoso ma nostalgico, leggero eppure profondo, disincantato ma anche politico. Teatralità e concretezza, sovversione e poesia si sono fuse in un equilibrio promettente, che proietta Moschino verso un futuro luminoso, mantenendo vive le radici del suo passato eccezionale.
Rich Ciolino: da Sanremo a icona di stile alla Milano Fashion Week
Rich Ciolino, l’extraterrestre che ha conquistato il palco di Sanremo al fianco di Ghali con il brano “Casa mia”, si è rapidamente trasformato nell’iconapiù fotografata della Fashion Week. La sua presenza ha catturato l’attenzione alla prima fila della sfilata di Philosophy di Lorenzo Serafini, dove il suo entusiasmo per la collezione presentata è stato palpabile.
Rich, con il suo stile unico e la sua personalità carismatica, non ha esitato a dimostrare il suo apprezzamento per lo show, lasciandosi andare a convinti applausi sul finale. Questo momento ha mostrato non solo la sua passione per la moda ma anche l’importanza di personalità eclettiche e trasversali nel mondo fashion, capaci di unire diversi ambiti creativi sotto il riflettore dell’arte e dello stile.


