Non è una biografia postuma e nemmeno un prontuario per giovani gentlemen: “La Vita delle forme: Filosofia del reincanto” è il primo libro di Alessandro Michele che esce con un volume di oltre 200 pagine, co-firmato con Emanuele Coccia. La silhouette della copertina è quella che veniva riservata ai libri sacri ed effettivamente questo libro si annuncia come una nuova “Bibbia” dei teorici della moda.
Non è una novità però: Alessandro Michele decide di staccare la concorrenza (ammesso che ce ne fosse bisogno) con un’opera che dà una cornice della sua visione di moda e del suo potere demiurgico.
Sebbene ci siano numerosi manuali sulla moda, sono tutti tecnici, specifici di un settore (chi parla dell’ambito sartoriale, chi della pelletteria), ma raramente ci eravamo imbattuti in un volume come questo: il precedente più illustre è proprio Leon Battista Alberti che, nella prima metà del ‘400 pensò di dover dare un senso allo scibile su quelle che erano le arti del tempo (pittura, scultura e architettura). Secondo me il libro di Alessandro Michele nasce proprio dal bisogno di dare un contesto alla sua ispirazione, di spiegare in maniera definitiva quella che è la sua visione di moda e di come questa sia uno strumento capace di cambiare e cambiarti.
La copertina da libro sacro
Il recente libro pubblicato simultaneamente in Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Germania, svela un’audace esplorazione della moda come potente forma d’arte, capace di trasformare istantaneamente la vita, il corpo e il volto delle persone. Questo volume si distingue non solo per il suo contenuto che preannuncia trasformarsi in una nuova “Bibbia della moda”, ma anche per il suo stile grafico unico, un tempo utilizzato esclusivamente per i testi sacri, segnando un connubio straordinario tra antico e moderno. Secondo gli autori, le forme della moda non sono semplicemente modi per comprendere il mondo e noi stessi, ma agiscono anche come amuleti magici attraverso i quali esploriamo e creiamo nuove libertà.
Emanuele Coccia, nel suo post su Instagram, evidenzia come la moda ci permetta di “resuscitare possibilità accantonate e costruire significati inediti”. Michele, con oltre 1,2 milioni di follower, ha condiviso la copertina del libro, attirando l’attenzione di tutti gli appassionati di moda e filosofia, sottolineando così l’attesa e l’importanza di questa pubblicazione.
Scopriamo di più sugli autori della nuova pietra miliare della moda
Scopriamo di più sugli illustri autori che stanno dietro all’ultima pietra miliare della moda. Alessandro Michele – ammesso che abbia bisogno di presentazioni – nato a Roma il 25 novembre 1972, ha intrapreso un viaggio professionale nel mondo della moda studiando all’Accademia di Costume e Moda. Dopo alcune prime esperienze, Michele raggiunge un punto di svolta nella sua carriera alla fine degli anni ’90 quando, sotto la guida di Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi presso Fendi, contribuisce al successo del marchio nel campo della pelletteria. Nel 2002, viene scelto da Tom Ford per progettare le borse di Gucci, ruolo che segna l’inizio del suo lungo impegno con l’azienda. Nel 2014, oltre a essere responsabile di tutti gli accessori di Gucci, assume la carica di direttore creativo di Richard Ginori, e il 21 gennaio 2015 viene nominato direttore creativo di Gucci, consolidando ulteriormente la sua influenza nel settore.
Fonte: Instagram
D’altra parte, Emanuele Coccia, professore di filosofia a Parigi, è noto per i suoi contributi intellettuali in diversi ambiti filosofici. Tra i suoi lavori più influenti figurano “La vita delle piante: metafisica della mescolanza” (2018) e “Metamorfosi” (2021). Ha collaborato con Giorgio Agamben nell’opera “Angeli: ebraismo, cristianesimo islam”, un’analisi profonda degli angeli nelle tradizioni cristiana, ebraica e islamica. Coccia ha anche ricoperto il ruolo di consulente scientifico per la mostra “Trees” alla Fondazione Cartier di Parigi nel 2019, dimostrando la sua capacità di intrecciare riflessioni filosofiche con temi contemporanei. La collaborazione tra Michele e Coccia nel nuovo libro promette di offrire una visione innovativa e profonda della moda come forma di espressione culturale e personale.
Un nuovo manuale sul mondo della moda
“Come bruchi che hanno bisogno di trasformarsi in farfalle. Cambiare pelle attraverso gonne e camicie, blazer e pantaloni significa per noi soprattutto incorporare nuova vita. Assorbire attraverso di loro, un supplemento dell’anima”.
Fonte: Instagram
Quello che emerge in maniera prepotente da questo nuovo libro è che la moda è uno strano incantesimo: “ogni volta che ci vestiamo trasformiamo una qualunque forma o un qualunque colore del mondo che ci circonda nella nostra stessa pelle. È questa strana magia che fa di essa assieme l’arte più potente e più metafisica. Per parlarne è quindi necessario far coincidere la creazione e la filosofia. È quello che fanno Alessandro Michele ed Emanuele Coccia in questo trattato senza pari sull’alchimia delle forme della vita di tutte e tutti noi.”
Nel suo ultimo lavoro, l’autore riesce magistralmente a intrecciare l’analisi dell’opera del primo, utilizzando una forma grafica e una postura che tradizionalmente appartenevano solo ai testi sacri, per svelarci una verità sorprendente: la moda è, di fatto, l’arte più potente. Questo perché, a differenza di altre forme d’arte che invitano alla pura contemplazione, ogni capo di abbigliamento ci trasforma non appena lo indossiamo, diventando così parte integrante della nostra esperienza quotidiana.
Il libro illustra come la moda contraddica quel luogo comune che vede l’Occidente come una cultura che riduce tutto a mera materia inanimata. La moda, infatti, prende vita solo quando riconosciamo che tessuti, forme e colori non sono solo elementi estetici, ma estensioni della nostra identità, strumenti attraverso i quali diciamo “io” e conferiamo alla nostra personalità un accento e una postura inconfondibili. In questo senso, la moda diventa l’espressione di un animismo quotidiano e profano: indossando i capi, ci trasformiamo in apprendisti stregoni che danno vita a un alter ego che ci somiglia, ma che racconta di noi molto più di quanto le parole possano fare. Un’opera, quindi, che celebra la moda non solo come estetica, ma come potente mediatore tra sé e il mondo esterno.
La moda è un’arte che si ripiega su se stessa
Nell’ultimo libro nato dalla collaborazione tra Alessandro Michele ed Emanuele Coccia, emergono dialoghi profondi e riflessivi che tracciano il percorso di una moda intesa non solo come estetica, ma come un vero e proprio dialogo filosofico. La veste grafica del libro, che richiama i testi sacri, non è un caso, ma una scelta stilistica mirata a sottolineare come la moda possa essere contemporanea senza negare il passato, anzi, può far coesistere diverse epoche in modi del tutto inediti e sorprendenti.
Emanuele Coccia, nel libro, ci racconta come “la moda sia una porzione di mondo che metti sulla tua pelle e improvvisamente ti fa vivere più intensamente e più autenticamente”. Un’arte che, a differenza di altre, abolisce il concetto di tempo nella sua fruizione. Questo ci fa riflettere su come ogni abito non sia solo un oggetto da contemplare, ma un vero e proprio strumento di trasformazione personale.
Il libro stesso è frutto di lunghi dialoghi nati durante il periodo di isolamento dovuto al COVID-19, rendendo le conversazioni tra i due non solo necessità, ma anche spunto per approfondimenti. La moda e la filosofia si intrecciano quindi in modo organico, come evidenziato da Michele nelle sue riflessioni filosofiche annesse a ogni sfilata di Gucci, che vanno dal rapporto tra contemporaneità e passato fino alla psiche umana attraverso i tessuti.
Quest’opera vuole quindi essere un ponte tra due mondi apparentemente distanti, mostrando come la moda possa essere interpretata come un’espressione metafisica e profondamente umana, capace di alterare la percezione di sé e di rivendicare una libertà che va oltre il mero concetto di vestire. In ultima analisi, il libro è un invito a vedere la moda non solo come un insieme di tendenze, ma come una forma d’arte che interagisce con la nostra essenza più profonda.


