Se si pensa alla recente storia della moda, emerge chiaramente un tentativo di creare un modello di bellezza ideale, lontana dalla concretezza e dalla realtà. Nel corso degli ultimi decenni siamo stati continuamente circondati da messaggi e pubblicità veicolanti modelli di uomini e di donne fintamente “perfetti”, ma nel mondo della moda di oggi qualcosa sta cambiando. Il fashion system, da qualche tempo a questa parte, pare si stia aprendo a qualcosa di più reale, a modelli meno irraggiungibili, accettando l’imperfezione e cercando di renderla unica.
La moda inclusiva, la nuova frontiera del fashion
Il trend inclusivo del mondo della moda si sta riflettendo ovunque, dai palcoscenici alle passerelle, fino alle copertine delle riviste. I modelli di bellezza continuano ad essere capovolti ed adattati a concetti più realistici di donne e uomini con corpi, età e colore di pelle differenti: potremmo quindi dire che la bellezza inclusiva è la vera rivoluzione dell’ultimo decennio.
Dal 2010 in poi il mondo della cosmetica e della moda hanno subito profonde trasformazioni, e non solo in termini di abitudini o tendenza ma di mercato, di numeri e modi di intendere il corpo e la bellezza stessa del corpo. Un vero e proprio trionfo di modelle particolari ed uniche. Lo stesso termine ‘inclusività’ è entrato sempre più nel lessico comune, intendendo un nuovo e reale modo di intendere il bello e l’unicità di ognuno.
Le modelle curvy
Fino a pochi anni fa nel mondo del beauty e della moda era diffuso un preciso modello di donna e di uomo. Oggi, dopo un lungo percorso, stilisti, brand e marchi di cosmetica stanno riscoprendo la bellezza in tutte le sue forme: le modelle curvy, in particolare, hanno riscosso – e continuano tuttora a farlo – uno straordinario successo. Si tratta di una vittoria non indifferente per tutte le bellissime donne che non rientrano in una taglia 38, una vittoria che vuole valorizzare la persona e non il vestito o l’accessorio come focus dal quale partire per dare luce al resto.
Super pagate e richieste, modelle come Ashley Graham, Jessica Leahy o Precious Victoria Lee hanno sconvolto il mondo del fashion diventando le prime plus size, posando per riviste come Vogue e Cosmopolitan. Donne genuine, attiviste della performance curvy e ferventi sostenitrici della necessità di star bene con se stesse accantonando tutto il resto. Basta alle regole specifiche e ai luoghi comuni, sì alle ‘capsule collection’ che variano a seconda del momento e dell’ispirazione, dando lustro alla persona, non all’idea alla quale questa deve rispondere.
Vitiligine, verso un nuovo concetto di bellezza
La moda sta sempre più includendo concetti di bellezza nuovi, che non si fermano e continuano ad evolversi. La vitiligine, ad esempio, è diventata un nuovo modello di bellezza che valorizza un ‘difetto’. Certo, il percorso di accettazione non è mai semplice. Il passato di queste due donne ne è la dimostrazione: la non accettazione da bambine, il bullismo, l’angoscia per il non essere come tutti gli altri. Ma che sia Winnie Harlow o Breanne Rice non ha importanza poiché ogni modella affetta da vitiligine ne fa un pregio, portandolo con fierezza ed orgoglio.
Siamo noi stessi a delineare la nostra idea di bello, di perfetto, siamo noi per primi a guardarci e amarci per quel che siamo.
Smagliature in prima fila
Le smagliature, così come la vitiligine, sono un’altra caratteristica fisica che il fashion degli ultimi anni mira a valorizzare. Parliamo di vere e proprie cicatrici della pelle che ricordano momenti significativi della nostra vita: gravidanze, perdita di peso o semplici cambiamenti ormonali. Insomma, cambiamenti vissuti durante il naturale percorso di vita.
Le più grandi case di moda nei loro scatti vogliono questo: modelle fiere delle proprie curve con i segni del tempo ben visibili. Il reminder giusto per evidenziare quanto si è belle e quanto è semplice esserlo. Anche note artiste come Sara Shakeel, famosa per l’utilizzo di glitter e cristalli sulla pelle, ha di recente lanciato l’hashtag #GlitterStretchMarks, con l’obiettivo di valorizzare il corpo in modo creativo trattando un apparente difetto come un’opera d’arte.
Modelle disabili
Il fashion oggi sprizza da tutti i pori ‘inclusività’, trasformandosi in un mondo in cui ognuno può essere rappresentato. Già nel 2014, Danielle Sheypuk, aveva sfilato in sedia a rotelle durante la Fashion Week di New York, e dopo di lei anche Rebekah Marine, conosciuta come la ‘modella bionica’, è diventata il volto della Tommy Hilfiger Adaptive Collection, linea dedicata alle persone diversamente abili.
In conclusione, in una questa nuova moda inclusiva, come quella che si sta cercando di creare, le persone non sono solo icone da mostrare, ma individui unici con caratteristiche differenti, trattati in maniera paritaria. Al centro vi è ormai il particolare, l’individuo con i suoi difetti che smettono di essere tali diventando punti di forza.


